Come non vestirsi il giorno delle nozze: spose vip da censura

Abbiate pazienza, ma come si può commettere un simile errore con tanto di stylist, visagista e maison d’alta moda a disposizione? Passi per le comuni mortali che si dimenano tra outlet e ville con promozioni infrasettimanali per organizzare matrimoni con budget contenuti e senza il supporto di wedding planner, ma come sono riuscite le famose (o quasi) a scivolare su un tema come la scelta dell’abito?

La sobrietà tanto quanto l’eleganza sono categorie di pensiero sconosciute ad attrici, cantanti, socialite e altre starlette dello showbiz pur essendo a loro disposizione una corte di professionisti per rendere al meglio in quel giorno, il più bello per ogni sposa che si rispetti. Dalla scollatura ombelicale dell’ex gieffina in dolce attesa Guendalina Tavassi al rosa antico della defunta Duchessa d’Alba, la mini della figlia di Beppe Grillo e le trasparenze osé di Belen: la gamma è assai più vasta della breve selezione effettuata.

Accade che ci si denudi davanti all’altare traducendosi in una bombastica figura mitologica da Playboy casereccio, che basta che ci siano pizzi e merletti va bene così, che le trasparenze anche sul bianco rendono. Emanciparsi dalle sovrastrutture culturali non coincide con la deriva trash che si cela dietro a questa ostinata ostentazione della sfera privata in funzione di flash e telecamere.

Coco Chanel, la più iconica tra le figure che hanno creato l’industria francese in questo settore, ha sintetizzato nella maniera più efficace il concetto in questione: "La moda passa, lo stile resta".