Ecodermocosmesi, sai cosa ti spalmi in faccia? L’esperta ci spiega cos’è

Vogliamo apparire sempre al meglio, per questo non rinunciamo a creme e make up: la cosmesi ci viene in aiuto per coccolarci, per farci sentire più belle. Ma siamo davvero sicure di prenderci cura della nostra pelle? In poche parole, sappiamo cosa ci spalmiano sul viso, cosa utilizziamo per idratare le nostre labbra e colorare i nostri occhi? Non sempre. E’ in quest’ottica che nasce l’ecodermococsmesi. Ma cos’è la dermatologia ecologica? Abbiamo approfondito il tema con la dottoressa Pucci Romano, medico specialista in dermatologia e vicepresidente di Skineco.

Perché usare un cosmetico ecodermocompatibile?
Dobbiamo prestare attenzione a tutto quello che entra in contatto con la pelle per un puro e semplice motivo: perché la pelle non è un involucro passivo ma un organo che interagisce con tutto quanto mettiamo su di esso. Per questo la presenza di alcune sostanze può fare la differenza. Inoltre ci siamo resi conto che tutto quello che fa bene alla pelle fa bene anche all’ambiente. E da qui nasce il termine ecodermocompatibilità. 

L’INCI è l’elenco degli ingredienti cosmetici di un prodotto di bellezza: quali sono gli ingredienti a cui dovremmo stare alla larga?
Le sostanze che non vorremmo più vedere negli ingredienti sono in primis tutti i petrolati, che derivano dal petrolio. L’elenco comprende paraffinum liquidum, glicole propilenico, siliconi, vaselina. Proseguiamo coi parabeni, che sono dei conservanti tossici nonché disturbatori endocrini. Ma molte sostanze sono sotto osservazione. Sul nostro sito www.skineco.org è possibile avere un elenco più dettagliato. 

Perché vengono usati i petrolati nei prodotti di bellezza e per l’igiene personale?
Perché sono dei veicolanti, umettanti, condizionanti. Una grande quantità la troviamo nei balsami, nelle creme idratanti, nei burri di cacao nei rossetti. Pensate che una donna nell’arco della sua vita “mangia” 2,5 chili di rossetto. I petrolati sono classificati come cancerogeni di tipo 2. Molte aziende per contrastare la dicitura scrivono “petrolati purificati” ma il petrolato purificato diventa un grasso saturo, che è inerte, non ha alcuna azione. Quindi se non serve a niente non andrebbe usato. 

Com’è cambiata l’attenzione delle donne verso la cosmesi?
Per fortuna sta nascendo una nuova coscienza che più che sulla ricerca è stata spinta dall’esigenza dei consumatori. Ma ben venga. La rete è piena di blogger che hanno smosso l’attenzione su questo tema. Il consumatore non è più passivo ma si informa, vuole sapere.

Come facciamo a individuare i prodotti ecodermocompatibili?
Le certificazioni non sono obbligatorie ma chi le cerca e le paga, ci mette la faccia. Un prodotto certificato ha più chance di essere “pulito”. Skineco non è un ente certificatore ma abbiamo creato questo filo conduttore con le aziende che vogliono essere nostre amiche perché abbracciano la nostra filosofia. Per farlo devono rispondere a determinati requisiti. Funziona così: le aziende ci propongono il loro portafoglio prodotti, noi valutiamo INCI e se sono in linea diamo il nostro ok. L’azienda amica di Skineco lo può diventare anche se ha un solo prodotto in linea, perché vogliamo incoraggiare il cambiamento. Però Skieco andrà a segnalare solo i suoi prodotti promossi.

Cosmesi eco e cosmesi non eco: la resa è diversa?
Assolutamente no. Va poi spiegato che tutti i prodotti sotto accusa sono sostituibili con derivati di chimica verde, ossia di sintesi. Quindi non salviamo solo di prodotti naturali ma anche quelli derivati di chimica di laboratorio non nociva, la cosiddetta green chemistry. Un antiossidante come il PhA o il PhD, che sono disturbatori endocrini, possono essere sostituiti con antiossidanti di sintesi fatti in laboratorio, oppure naturali come il tocoferolo alias vitamina E, che è un antiossidante naturale. L’utilizzo di questi prodotti naturali presuppone un’attenzione nella formulazione che richiede stabilità, purezza e la necessita di essere batteriologicamente puri.

Prodotti naturali e cosmesi fai da te: qual è il suo consiglio
Di fare molta attenzione. La cosmesi è una scienza: quando si struttura un cosmetico deve superare determinate prove, come dicevamo sopra: purezza, stabilità e deve essere microbiologicamente puro. I cosmesi che al loro interno hanno acqua, ovvero la stragrande maggioranza, hanno la potenzialità di sviluppare la flora batterica poiché l’acqua è vita. La conservazione è molto importante. I cosmetici fatti in casa sono molto poco raccomandabili, empirici e poco scientifici. Inoltre possono essere dannosi: una mia paziente si è ustionata con il latte di fico. Attenzione quindi alle ricette fai da te.

 

 

 

 

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