Eva Grimaldi: amori, debolezze e umanità. I segreti di una splendida 50enne

Eva Grimaldi e Roberta Garzia: le Cougar  hanno rappresentato le donne che unite e forti arrivano in fondo all’obiettivo.
Eva – sulle ali del successo dopo il terzo posto a Pechino Express – si mette a nudo su Dilei.it e viene fuori tutta la sua allegria, il suo prepotente lato umano, l’amore per la natura e la voglia di essere normale.
 
Anche se non siete arrivate prime, siete le vincitrici morali di Pechino Express, cosa ti ha lasciato e come ti senti dopo questa esperienza?
Ringrazio Pechino Express, è stato un grande viaggio di umanità, dove è venuta fuori la vera ricchezza, che non è il denaro, ma l’umanità e l’accoglienza delle persone. Anche a telecamere spente erano meravigliose e ospitali. Un viaggio alla scoperta di luoghi e culture diverse, alla scoperta dell’umanità stessa e del proprio io. Quando sei lì ti scontri con te stessa e con i tuoi limiti. Quando dovevo attraversare la strada non trovavo le strisce pedonali, mi sono accorta che siamo abituati a delle regole e lì non ce ne sono. E mi sono chiesta: si sta meglio dove ci sono le regole o dove non ci sono?
 

E tu cosa ne pensi?
Io mi sono trovata molto bene a Pechino, ho trovato rispetto, per il prossimo e per la natura. Perché il rispetto viene da dentro, non c’è bisogno delle regole
 
La solidarietà femminile e l’amicizia, per te sono importanti?
Come hai detto prima, non abbiamo vinto, ma con noi hanno vinto le donne e noi rappresentiamo le donne. Roberta ed Eva, le Cougar – o chiamateci come volete – sono due belle donne, due colleghe, che mano nella mano vanno avanti con lo stesso obiettivo senza perdere tempo.
 
Rappresentate un modello di donna che si può realizzare anche solo con l’amicizia senza bisogno di avere un uomo accanto e dei figli
Non rappresentiamo un modello di donna, ma tutte le donne: le Cougar sono donne forti e indipendenti emancipate e sempre in forma. Quindi ho buttato le sigarette per dimostrare che una vera cougar smette anche di fumare. Però, in fondo, a me le etichette non piacciono, anche l’etichetta Cougar che viene data alle donne di 50 anni che stanno con giovani toyboy non mi fa impazzire. Quando invece un uomo di 50 anni sta con una ragazza 20 è un figo.
 
Quindi per te è importante non etichettare, Cougar sì ma fino a un certo punto
Esatto, i pregiudizi o le etichette fanno solo perdere tempo

Progetti per il futuro?
Non ho ancora firmato nulla e non ne posso parlare, ma sto valutando proposte interessanti. Non si tratta di cinema o fiction, tra un po’ si saprà. Intanto sto scrivendo una pièce treatrale a quattro mani con Roberta Garzia. Portiamo avanti questa coppia che funziona.
 
Quanto voglia di provocare c’è in te? Quel vestitino rosso che hai messo a "Quelli che il calcio"…
(Eva ride) Oh… mentre ero già seduta e ho pensato: "Questa poltrona è troppo bassa", ma ormai era tardi. Certo potevo mettere dei pantaloni o una gonna più lunga, ma ho delle belle gambe e zero cellulite e allora: "Accavallo o non accavallo?". E ho accavallato
 
Il tuo segreto di bellezza? Piaci agli uomi ma anche alle donne per la tua simpatia… vuoi svelarlo alle lettrici di Dilei.it?
Grazie, grazie. Io sono una fanatica della beauty sleep. E’ molto importante perché di notte si rigenerano le cellule del viso, io seguo piccole e semplici regole, fondamentali per arrivare in forma a 50 anni
 
E quali sono?
Alimentazione corretta, un po’ di sport, una vita sana e più normale possibile, niente droghe e poco alcol. Cose che io ho incontrato nella mia vita, ma ho fatto delle scelte e ho detto "No"
 
Hai raccontato che in un momento doloroso della tua vita stavi scivolando nell’alcol
Sì stavo scivolando, ho rischiato di diventare alcolizzata, a volte a 50 anni si rischia di toccare il fondo più che a venti. Gli amici sono stati un ottimo aiuto
 
Hai un bel rapporto con Gabriel Garko, un tuo ex innamorato bellissimo: sei brava a mantenere rapporti con degli ex amori e non è facile
Sì, sono persone che ti hanno amato e quando gli amori finiscono c’è sempre un motivo. Se fossi stata ancora sposata con il mio ex marito forse non avrei fatto Pechino e molte altre cose. Forse aveva ragione lui, sono più una casalinga che Eva Grimaldi. E la casalinga Milva Perinoni è venuta fuori a Pechino.

E’ venuta fuori la tua umanità
Sì, esatto io vengo da una famiglia molto povera, non ho studiato, ero povera e mi hanno imbastito un personaggio Eva – negli anni 80 era di moda anche cambiare nome – e io da Milva sono diventata Eva. Ci sono stata bene non ci ho mai litigato

Milva e Eva sono due facce di una stessa medaglia?
Sono due mondi che non si sono mai incontrati, la faccia è la stessa. Milva è rimasta ferma e abbandonata in un angolo con le sue debolezze mentre Eva è esplosa, se ne è fregata di tutti e si è divertita sempre. Non è che non sono vera, ogni tanto mi strasformo in Eva, ci gioco come a "Quelli che il calcio".

E invece Milva come si veste quando non è Eva?
Sono sempre di corsa, sono sportiva e pratica come adesso: scarpe basse, pantaloni alla caviglia e calzini colorati a righe. E in borsa un mini iPad e via

A chi pensa Eva in questo momento, c’è qualcuno nella tua vita che si prende cura di te, c’è un amore o no?

Non parlo più della mia vita privata. Sto bene, molto bene, sono semplicemente serena

C’è qualcosa che vorresti dire che non ti hanno mai chiesto? 

Vorrei parlare del mio mestiere: senza umanità non puoi essere un’attrice, semplicemente non puoi amare.
Quando mi chiedono com’è recitare, cosa si prova, io rispondo che non è un mestiere: è arte, è amore, è sacrifico.
E’ privarsi di tutto.
Recitare non ti fa diventare arricchire ma ti rende ricca di amore e umanità.
E per quello che ho subito fatto Pechino Express perché ci ho trovato dentro tutti questi ingredienti perfetti che mi hanno permesso di tirare fuori la mia umanità.
Senza l’umanità non puoi essere un’attrice e non puoi amare. Recitare è una forma di amore.
 
Cosa manca per te in questo mondo?
Manca un po’ di Pechino Express, Pechino Express è il mondo e lo zaino è l’Italia. Noi abbiamo affrontato Pechino Express – cioè il mondo – con uno zaino di italianità, perché l’albergo non è il mondo, il  mondo è Pechino Express.
Serve più risparmio, più rispetto e mettersi un po’  in gioco.

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