La guerra delle oche fa crollare Moncler: Report affossa il brand

Report accusa, Moncler si difende: da un’inchiesta scaturisce una sequenza di insinuazioni e un noto marchio italiano risponde. E’ la guerra delle oche, delle piume, se vogliamo entrare nel merito della questione che ha prodotto un corto circuito, in termini di tweet, opinioni, indignazione che non accenna a placarsi. Il noto programma condotto da Milena Gabanelli, andato in onda domenica sera sulla Rai Tre di Andrea Vianello, ha diffuso un filmato sui gravi maltrattamenti causati alle oche per riempire i famigerati piumini che occupano i nostri armadi e Moncler, marchio di tendenza e ormai famoso in tutto il mondo, finisce in mezzo alla bufera. Polemica alimentata anche dall’esternazione su Twitter di Stefano Gabbana.

Un comunicato fermo e netto viene diffuso da parte della nota azienda. "Moncler, a seguito della trasmissione di Report di domenica 2 novembre, specifica che tutte le piume utilizzate in Azienda provengono da fornitori altamente qualificati che aderiscono ai principi dell’ente europeo EDFA (European Down and Feather Association), e che sono obbligati contrattualmente a garantire il rispetto dei principi a tutela degli animali, come riportato dal codice etico Moncler (consultabile sul sito http://www.monclergroup.com sezione governance al punto 6.4).

Tali fornitori sono ad oggi situati in Italia, Francia e Nord America. Non sussiste quindi alcun legame con le immagini forti mandate in onda riferite a allevatori, fornitori o aziende che operano in maniera impropria o illegale, e che sono state associate in maniera del tutto strumentale a Moncler. Per quanto riguarda la produzione, Moncler conferma, come già ha comunicato inascoltata a Report, che produce in Italia e in Europa: in Italia quantità limitate, e in Europa nei luoghi deputati a sostenere la produzione di ingenti volumi con elevato know-how tecnico che garantisca la migliore qualità riconosciuta a Moncler dai consumatori. Moncler non ha mai spostato la produzione come afferma il servizio, visto che da sempre produce anche in Est Europa. In Italia ha mantenuto collaborazioni efficienti con i migliori laboratori".

A fornire un nuovo spunto polemico, come anticipato, ci ha pensato anche Stefano Gabbana, il quale dal suo account Twitter, ha lanciato la sua personale invettiva contro l’inchiesta con l’oramai noto: "Ma voi sapete cos’è il lusso???". La polemica scaturita ha leggermente spostato il suo baricentro, senza esaurirsi.

L’immagine del brand è, a giorni di distanza, talmente compromessa che le conseguenze in Borsa sono tutt’oggi devastanti. Nonostante le ripetute smentite, a Piazza Affari la fiducia calante degli investitori arrivando a perdere il 4,88%. Secondo gli analisti di Intermonte, citati dall’agenzia Ansa "il marchio Moncler è stato più volte citato nel corso del programma", circostanza che può aver fatto una "pubblicità negativa al brand sulla clientela italiana", e tra gli animalisti.

Non meno incisive sono le conseguenze, in termini di brand reputation, sui socal media. Caffeina ha monitorato l’impatto che il servizio di Report "Siamo tutti oche", ha prodotto su Facebook, Twitter e Google.

Sul social di Mark Zuckerberg, la pagina ufficiale del brand è stata subissata di post offensivi, attacchi e critiche al trattamento riservato agli animali e alla scelta di produrre all’estero. Le reazioni a ogni messaggio sono letteralmente schizzate alle stelle, passando da una media di 30 commenti al giorno nei post di ottobre a un picco di più di 1.800 per quello pubblicato il 2 novembre.
 
La situazione non cambia al mutar di social: Twitter, spesso ingeneroso ed eccitato da news negative i numeri risultano ancora più significativi: Moncler da poche decine al giorno di ricerche durante il mese di ottobre è passato a più di 3.000 del 3 novembre, con frequenti richiami al boicottaggio.
 
Gli effetti si sono sentiti anche sulle SERP di Google, che già il 2 novembre ha indicizzato un picco di risultati correlati a Moncler, pari al triplo dell’andamento normale. L’impatto subìto da Moncler è serio e profondo, nonostante la pubblicazione di comunicati stampa circostanziati, e siamo probabilmente ancora all’inizio, con Moncler che ha dato mandato ai suoi legali per tutelarsi in tutte le sedi.

 

 

 

 

 

 

 

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