La Capotondi svela i suoi segreti: “La mia vita non è giusta per avere figli”

La commedia che interpretano, Soap Opera, ha aperto il Roma Film Festival ed è stato un trionfo. Stiamo parlando di Cristiana Capotondi e Fabio De Luigi, coppia ormai quasi fissa (è la terza volta che recitano insieme, dopo La peggior settimana della mia vita e Il peggior Natale della mia vita) diretta dal regista Alessandro Genovesi. Con loro sul set anche Chiara Francini, Ale e Franz e Diego Abatantuono. Il film, in uscita nelle sale il 23 ottobre, racconta le complicate e divertenti vicende di un gruppo di strampalati inquilini, un micro cosmo di personaggi unici e surreali.

Abbiamo intervistato Cristiana Capotondi, 34 anni e una laurea in Scienze della Comunicazione, una delle  punte di diamante del cinema di casa nostra. Ha iniziato a lavorare molto presto, ormai 20 anni fa, prima con gli spot, quello del Tegolino, poi il gelato con il tormentone "two gust is megl’ che one", quindi nelle fiction e infine al cinema, dai Vanzina, al successo con Notte prima degli esami, e infine nelle pellicole impegnate. Ci ha raccontato un po’ di sé, anche se è molto riservata, e della sua esperienza sul set di Soap Opera.

E’ la terza volta che fai "coppia fissa" con Fabio De Luigi: come ti sei trovata a lavorare con lui?
E’ un sogno che diventa realtà. Una questione di vera e propria "fansitudine"

In che senso?
Nel senso che io ero una sua vera e propria fan. Erano anni che mi auguravo di lavorare con lui.

Ed è facile lavorare con lui?
Sì, è una persona molto umana, tranquilla. Ed è molto autoironico. Insomma, è esattamente come lo si vede sullo schermo.

E con le altre donne come ti sei trovata?
Chiara Francini la conoscevo da tanto tempo, prima ancora che fosse un’attrice di fama. Mi sono trovata molto bene a lavorare con lei, è stata fin da subito una mia passione. E’ bello lavorare con lei perché ha dei tempi fantastici. Elisa Sednaoui è una donna di grande garbo, molto professionale. Insomma, sul set ci siamo molto divertiti.

Con quale regista ti piacerebbe lavorare?
Fra i registi italiani, Virzì, Brizzi e Verdone. Fra quelli stranieri sicuramente con Luc Besson. Anche David O. Russell (Il lato positivo, American Hustle, ndr) è molto bravo. E poi ovviamente con Quentin Tarantino…

Hai iniziato a lavorare molto presto, ma non per questo hai preso una "brutta strada" come molte altre "bambine prodigio" del jet set. Qual è il tuo segreto?
Sicuramente la mia capacità di vivere tutto con un leggero distacco mi ha aiutata molto. Poi ho studiato mentre lavoravo e lo studio è stato un bell’esercizio per rimanere impegnata e non distrarmi con altro. Comunque mi sono anche molto divertita.

Da più di 7 anni sei fidanzata con Andrea Pezzi, che ha iniziato la sua carriera con un programma di cucina (Kitchen, ndr). Chi cucina a casa?
Andrea cucina sicuramente benissimo, ma non ha la costanza del quotidiano, di quello mi occupo io. Lui è un ottimo chef ma solo quando ha l’ispirazione.

Quali sono i piatti che cucina per te?
Il risotto, il ragù e in generale tutta la pasta fatta in casa… D’altronde, essendo emiliano, questi sono i suoi piatti forti.

Ne La peggior settimana della mia vita, il matrimonio è al centro del film: tu ti sposerai mai?
Credo che ci siano ancora persone che si sposano credendo nel sogno del matrimonio. Personalmente, non sono tra queste, ma è solo la mia visione, anche se ai matrimoni mi diverto e mi emoziono.

State pensando ad avere dei figli?
No, per ora no. Non sono fra quelle persone che credono che sia necesario a tutti i costi avere dei figli. Credo che per fare figli sia necessario avere una vita giusta e per ora io non ce l’ho.

Passiamo da argomenti frivoli. Cosa non può mancare nella tua borsa?
Mi metti in crisi, io nemmeno mi trucco… Però nella mia borsa ci sono gadget di tutti i tipi, che mi possono servire per ogni evenienza. E l’immancabile iPhone. Se proprio dovessi scegliere un oggetto da portare nella trousse, sceglierei il piegaciglia perché secondo me non può mancare

E nella cabina armadio?
Ci sono molte cose in una cabina armadio a cui difficilmente rinuncerei. Ma se proprio dovessi sceglierne una sarebbe un costume da bagno.
 

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