E’ domenica, piovono polpette

Nei pranzi delle domeniche d’autunno, quando si ha voglia di star in casa in compagnia di amici e familiari, le polpette possono essere un piatto ideale. Conviviali, amate da tutti e semplici da preparare.
Hanno numerose varianti in base agli ingredienti: di carni già cotte spesso avanzate da un buon bollito o di carni crude più semplici delle precedenti; con un impasto di verdure e le più famose restano quelle di melanzane, uvetta e pinoli che arrivano dai paesi arabi, oppure di patate con ripieno di mozzarella ma si chiamano croquet o crocchette e infine con il riso, ripiene di ogni ben di dio, ma si chiamano supplì, arancini o arancine, senza dimenticare tutte le polpettine di pesce possibili.

Passando ai modi di cottura ci sono ancora un po’ di possibilità, sobbolitte in un sughetto di pomodoro o un ragu napoletano, più delicate al burro o con una salsa besciamella e dulcis in fundo fritte in olio bollente. Per un effetto light si possono mettere tutte in una teglia e cuocerle al forno o su una griglia e cuocerle alla brace.

LA RICETTA: POLPETTINE DI CARNE AL BURRO E LIMONE

Ingredienti: 350 gr carne tritata di vitello, 200 gr carne tritata di manzo, 50 gr prosciutto, 1 uovo, 200 gr mollica di pane raffermo, 1/2 bicch. latte, prezzemolo, farina, pangrattato, 2 limoni, 100 gr di parmigiano, 100 gr burro, sale e pepe q.b.

Preparazione: mescolate i due tipi di carne a aggiungete il prosciutto che avrete tritato molto sottile con una mezzaluna, bagnate la mollica di pane con il latte e dopo averlo ben strizzato, sbriciolatelo con le dita e unitelo alla carne. Aggiungete un uovo per legare il composto, ma non di più altrimenti le polpette perderanno la morbidezza, unite il parmigiano e mescolate bene.

Aggiungete una manciata di prezzemolo fresco tritato e una piccolissima macinata di pepe. Salate e formate delle piccole polpettine rotonde, passatele nella farina e conservatele su un piano di marmo o un vassoio ben infarinato, per evitare che si attacchino.

Lavate bene i limoni, asciugateli bene e poi grattugiate la scorza molto sottile. Spremeteli e filtrate il succo. In una padella antiaderente sciogliete il burro e fate rosolare le polpettine. Non appena saranno dorate aggiungete il succo e la scorzetta del limone e aggiustate di sale.

Fatele cuocere lentamente per circa 15-20 minuti, girandole di tanto in tanto. Aggiungete qualche cucchiaio di acqua calda per non far asciugare il sughetto di limone, burro e farina. La cottura puo’ essere fatta anche in forno.

Servitele ben calde con accanto un purè di patate e il loro sughetto al limone.
 

In arrivo il bonus per mamme lavoratrici: 300 euro al mese per asilo e baby sitter

In Italia solo il 46% delle donne lavoratrici torna al lavoro dopo la maternità, contro una media europea del 58%: troppo poche. Il ministro del Welfare Elsa Fornero ha deciso dunque di sperimentare a partire dal 2013 un  bonus baby sitter e asilo nido per le mamme: il progetto è contenuto in 10 articoli inviati all’ufficio legislativo del ministero dell’Economia.

Come funzionerà?
Il bonus prevede un contributo di 300 euro al mese, per un massimo di sei mesi, che potrà essere utilizzato a partire dal 2013 dalle madri lavoratrici nel corso del primo anno di vita del bambino. La somma potrà essere utilizzata esclusivamente pagare l’asilo nido, e il versamento in questo caso sarà fatto direttamente dallo Stato, oppure la baby sitter, e allora verrà utilizzato il meccanismo dei voucher, i buoni per i lavori occasionali.

Chi ne avrà diritto?
Avrà la precedenza chi ha il valore più basso per l’Isee, l’indicatore della ricchezza delle famiglie calcolato in base al reddito, alle proprietà, e al denaro sul conto corrente.

O il bonus o il congedo facoltativo

Chi ottiene il contributo dovrà rinunciare per lo stesso periodo di tempo al congedo facoltativo successivo alla maternità obbligatoria, e cioè i sei mesi di aspettativa con stipendio al 30% che si possono prendere fino a quando il bambino compie 3 anni.

Congedo di paternità
Il decreto fissa i paletti per il congedo dei padri: un giorno di permesso sarà pagato al 100%. Ne sono previsti altri due facoltativi sempre pagati al 100%. Ma potranno essere concessi solo se la madre rinuncerà a due giorni della sua maternità obbligatoria, in modo da non aver un costo aggiuntivo per lo Stato.

Risorse per 11mila madri
Le risorse finanziarie disponibili sono di 20 milioni di euro all’anno per tre anni. In pratica, se tutte le richiedenti faranno domanda per avere il contributo per sei mesi, i soldi basteranno per poco più di 11.000 madri lavoratrici, a fronte di circa 500.000 nuovi nati ogni anno: ma saranno le madri meno abbienti.

Click day
Per presentare la domanda sarà istituto un click day, un giorno per presentare domande per via informatica come già fatto in passato per la regolarizzazione di colf e badanti. A parità di indicatore Isee, costituirà fattore preferenziale l’ordine di presentazione della domanda. La graduatoria sarà unica e su base nazionale.

 

A passo di danza contro stress e depressione

E’ sufficiente un corso di danza di soli otto mesi e ragazze un tempo afflitte da malumori, stanchezza o mal di testa ne escono completamente trasformate, mantenendo il beneficio per un anno intero.
Il ballo, secondo uno studio svedese pubblicato su Archives Of Pediatrics Adolescent Medicine e realizzato da Anna Duberg, docente di kinesiterapia e insegnante di danza, ha il potere di rafforzare i pensieri positivi e l’autostima delle adolescenti, tenendo lontano i malesseri psicosomatici tipici di quell’età.

Gli studiosi hanno monitorato 112 ragazze tra i 13 e 18 anni, seguendole per tre anni. Le giovani sono state scelte dall’infermiera scolastica tra le quelle che esprimevano il loro malessere con disturbi psicosomatici ricorrenti: mal di testa, stanchezza, inquietudine, depressione.

La metà del gruppo ha seguito un programma di danza, mentre le altre sono state controllate per un confronto.
Il corso di danza (contemporanea, africana, moderna o jazz) si è tenuto due volte la settimana, seguendo uno schema standard: 15 minuti di riscaldamento, 40 minuti di danza, stretching, massaggio e rilassamento.
Ogni lezione dava inoltre loro la possibilità di esprimersi liberamente, con coreografie immaginate dalle allieve stesse.
Le studentesse inoltre compilavano regolarmente un particolareggiato questionario sul loro stato di salute: ebbene, dopo 8 mesi il loro benessere era molto migliorato e ben il 91% delle ragazze ha giudicato positiva l’esperienza.

Tinture per capelli, sono cancerogene? I pro e i contro

Le tinture per capelli sono ormai entrate nell’uso comune, sia per coprire i capelli bianchi, sia semplicemente per cambiare colore ai capelli. Ma è vero che sno dannose per i capelli, o, peggio, cancerogene, come alcuni studi sembrano aver dimostrato? Secondo alcuni esperti, la risposta è no. Non solo, infatti, c’è una legislazione europea rigorosissima che vieta ogni tipo di sostanza non perfettamente sicura, ma la loro innocuità è ormai provata da innumerevoli studi.

Resta il fatto, però, che alcuni studi americani accusano le tinture per capelli di aumentare il rischio di tumore alla vescica e di una forma di linfoma, il non Hodgkin. Pare che l’incremento di rischio di linfoma si sia verificato solo nelle persone che hanno utilizzato frequentemente tinture per capelli, in particolare quelle scure, prima del 1980. Dopo tale data sembra infatti che le ammine aromatiche, ingredienti molto comuni nella maggior parte delle tinture, dalle proprietà cancerogene, siano state eliminate dalle formulazioni dei prodotti coloranti. Ciò non toglie che altre sostanze a distanza di anni possano rivelarsi ad alto potenziale tossico.

Al di là del rilascio di sostanze cancerogene, è noto che le tinture possono danneggiare strutturalmente il capello a causa dell’assorbimento di composti di sintesi. Infatti, il capello per la sua esile costituzione assorbe facilmente qualsiasi inquinante con cui entra in contatto. Il funzionamento delle tinture a base di ammoniaca, in più, rende il capello molto vulnerabile: l’ammoniaca contenuta nel prodotto provoca l’apertura delle squame del capello, permettendo l’ingresso dei componenti coloranti. Contemporaneamente, l’ossidante provoca la schiaritura dei capelli, che perdono il loro colore originale per assumere quello desiderato.  

Per queste ragioni è in aumento la richiesta da parte dei consumatori di prodotti cosmetici naturali. In questa ottica suscitano sempre maggior interesse le tradizionali tinture vegetali poiché possono essere usate con tranquillità, essendo del tutto prive di tossicità. Quella di gran lunga più utilizzata è senza dubbio l’Hennè, della quale solo in Italia si consumano circa 30 tonnellate all’anno. Al di fuori dell’Henné si possono distinguere altri tipi di tinture in funzione della durata della colorazione: shampoo coloranti, tinture permanenti, lozioni dopo shampoo, schiarenti.

Se si vuole comunque utilizzare un tintura per capelli per la colorazione, ecco qualche piccolo consiglio per la bellezza e la salute dei capelli:

– utilizzare le tinture formulate con pigmenti naturali, soprattutto nei casi di capelli sfibrati, deboli, molto fini e già sottoposti ad altri trattamenti di natura sintetica come permanenti
provare la tintura prima su una singola ciocca e una piccola parte di cuoio capelluto, per verificare che non provochi alcun tipo di allergia o irritazione
– evitare rigorosamente qualsiasi prodotto tintoreo sintetico durante la gravidanza. Le sostanze contenute possono, se assorbite dalla pelle, provocare danni gravi al feto
– nei casi di eczema, psoriasi o dermatiti al cuoio capelluto, o in presenza di qualche reazione allergica a qualche sostanza chimica, si sconsiglia vivamente di effettuare qualsiasi forma di trattamento ritenuto "potenzialmente tossico".

Sesso con uno sconosciuto in pole position tra le fantasie erotiche femminili

Da Ultimo tango a Parigi a 50 sfumature di grigio, ce n’è per tutte: da sempre le fantasie erotiche più o meno segrete danno quel tocco di pepe in più al rapporto, quello reale. Perché raramente le fantasticherie si concretizzano, ma la trasgressione anche se solo immaginata offre buoni stimoli al desiderio sessuale.

Ecco le fantasie sessuali femminili più diffuse, secondo una recente indagine dell’Università del Michigan pubblicata sul Journal of Sexual Medicine:

La più diffusa fantasia erotica delle donne, a quanto risulta, è quella di passare una notte di sesso hot con un completo sconosciuto di cui non vogliono sapere nulla e che non vogliono rivedere una seconda volta, insomma in perfetto stile "Ultimo tango a Parigi".

Segue poi la fantasticheria, che evidentemente essendo tale non si concretizza spesso, di un rapporto sessuale fatto con estrema dolcezza e con il massimo del sentimento.

Al terzo posto, complice forse il best-seller "50 sfumature di grigio", troviamo il desiderio di fare sesso in modo violento e passionale.

Non poteva poi mancare la fantasia di fare sesso in luoghi affollati o all’aperto, senza nascondersi troppo agli occhi degli altri. Tra le location più ambite nell’immaginario erotico femminile compaiono nell’ordine: il bagno di un ristorante, la camera da letto dei migliori amici e il camerino di un negozio.

Chiude la classifica il ménage à trois in stile Jules e Jim: le donne intervistate non hanno rivelato se la loro fantasia preferita contemplasse due uomini e una donna o due donne e un uomo.

5 diete da evitare, dalla Dukan alla Party Girl

Prima dell’estate, dopo Natale o nei mesi prima delle nozze -in particolare per quanto riguarda le donne-, la maggior parte di noi è alla ricerca di una dieta miracolosa per dimagrire in fretta. E "così ogni anno assistiamo al proliferare di diete assurde, sponsorizzate da questa o quella celebrità e seguite poi in massa dalla gente comune, disposta a tutto pur di dimagrire", denuncia la portavoce della British Dietetic Association, organizzazione che ogni anno implacabilmente stila la classifica delle peggiori diete dell’anno.

Quali sono quelle di quest’anno? Al primo posto tra le diete stroncate dai dietologi inglesi abbiamo per il terzo anni di fila la famigerata dieta Dukan, tanto popolare tra molte celebrity tra cui la neoprincipessa Kate Middleton quanto osteggiata dai nutrizionisti di tutto il mondo. La dieta, oltre a essere squilibrata a favore delle proteine, "è confusa, estremamente rigida e con troppi effetti collaterali, fra cui spossatezza, stitichezza e -non da ultimo- alito cattivo".

A seguire, ecco la Nec (acronimo per nutrizione enterale chetogena) o dieta del sondino: un nome poco invitante per una dieta altrettanto pessima, che prevede un regime di dieci giorni a base di liquidi (vitamine e lassativi) somministrati tramite un sondino. Una dieta riservata ai malati gravi, e dunque assolutamente inadatta ai sani, tanto più che i chili persi (anche 10) vengono immediatamente riacquistati appena si ricomincia a mangiare normalmente. Pare abbia avuto successo, ultimamente, presso le donne prossime al giorno del matrimonio, le quali dopo una dieta del genere non vi saranno arrivate affatto con una buona cera.

Al terzo posto abbiamo la Party Girl IV Drip Diet, ovvero un cocktail di vitamine, magnesio e calcio iniettato via flebo, proprio come ai malati cronici denutriti. I rischi? Non da poco: svenimenti, infezioni, infiammazioni fino allo shock anafilattico.

Leggermente diversa dalle precedenti, ma non dissimile quanto a mancanza di buon senso, è la dieta dell’alcoressia: si mangia pochissimo cibo, massimo 800 calorie, per poi recuperarle bevendo alcool e ubriacandosi di di birra, vino e superalcolici. Superfluo in questo caso elencare gli effetti dannosi di questo tipo di alimentazione.

Quinta in classifica, e anch’essa non da meno rispetto alle altre quattro, è la dieta "6 Weeks to OMG Diet": sei settimane di isolamento con colazione a base di caffè nero alle 10 di mattina; a seguire, una ferrea attività fisica e bagni ghiacciati per bruciare calorie; infine un’alimentazione a base di sole proteine. Sempre che si sopravviva, l’esaurimento nervoso è in agguato.

Sian Porter ha sottolineato che “non c’è nessuna dieta miracolosa che si possa seguire senza qualche rischio per la salute o nutrizionale, ma se si vuole perdere peso bisogna fare scelte più salutari, seguire diete varie e nutrizionalmente bilanciate con porzioni appropriate ed essere fisicamente attivi. Se bisogna perdere qualche chilo, bisogna farlo in modo sano, piacevole e sostenibile. A lungo termine questo permetterà di raggiungere i risultati cercati”. E conclude, saggiamente: "mangiare dovrebbe essere un piacere e non un metodo di tortura".