Come preparare i capelli all’autunno

L’arrivo dell’autunno porta parecchio stress al fisico e in particolare ai capelli, che si indeboliscono e sono sfibrati, portando a caduta abbondante. Con qualche piccolo accorgimento, però, possiamo mantenere chiome lucide, fluenti e morbide. Ecco come:

Parrucchiere
Dopo lo stress dell’estate, i capelli hanno bisogno di un po’ di cure, soprattutto in vista dell’autunno. Andate dal vostro parrucchiere di fiducia per sistemare il taglio ed eliminare le doppie punte, per poter ripartire alla grande

Ristrutturante
I capelli, indeboliti da mare, sole e sabbia, hanno bisogno di una cura "ricostituente". Fate un trattamento ristrutturante, meglio se dal parrucchiere, poi a ogni lavaggio alternate il solito balsamo a uno con proprietà ristrutturanti

Acqua tiepida
L’acqua calda è troppo aggressiva per i capelli, usate solo acqua tiepida per lavarli e sciacquarli

Asciugamano
Dopo aver lavato i capelli, tamponateli con un asciugamano. Non avvolgetelo in testa  modello "turbante", perché rischiate di spezzarvi i capelli

Impacchi
Per mantenere il capello nutrito ed evitare l’antiestetica secchezza, fate una maschera di bellezza con potere idratante ogni 6 o 8 settimane

Olio di Argan
Per questo "trattamento" va bene qualsiasi olio – oliva, cocco, Macassar  – ma quello di Argan è il più efficace. Ottimo se fatto una volta a settimana: spalmatevi l’olio sui capelli e tenetelo il più possibile. Funziona meglio se avvolgete i capelli con la pellicola trasparente

Olio di semi di lino
Serve a rendere le punte più morbide e meno secche e a ravvivarle. Ne bastano poche gocce messe in maniera mirata

Antiforfora
Usatelo una volta al mese per assicurarvi di rimuovere tutti i residui di pelle e i grassi accumulati

Il fumo aumenta il rischio di emorragia cerebrale

Chi fuma piu’ di 20 sigarette al giorno ha molte più probabilita’ di incorrere nell’emorragia cerebrale in seguito a rottura di un aneurisma. I fumatori, infatti, sono fino a tre volte più esposti all’insorgenza di emorragia subaracnoidea (ESA), un sanguinamento che interessa la sezione compresa tra due meningi che proteggono il cervello: l’aracnoide e la pia madre.
 
A dirlo, uno studio della Seoul National University Hospital pubblicato sul Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry. Se si smette di fumare, il maggior rischio diminuisce, ma continua a sussistere. Gli scienziati hanno coinvolto nello studio 426 pazienti con sanguinamenti al cervello, confrontati con un gruppo di controllo di 426 individui sani. I risultati della ricerca raccontano che tra le persone colpite da emorragia cerebrale il 38% era rappresentato da fumatori, mentre nel gruppo di controllo i fumatori erano solo il 24%. Pur tenendo conto di altri fattori di rischio (assunzione di sale, orario lavorativo, peso corporeo e storia familiare di diabete), i fumatori hanno dunque una percentuale più elevata di rischio di andare incontro a un’emorragia sub-aracnoidea rispetto ai non fumatori. 
 

Inoltre, l’impatto del fumo è cumulativo: piu’ si fuma, maggiore è il rischio di sanguinamento: i soggetti che fumavano piu’ di 20 sigarette al giorno avevano piu’ del doppio delle probabilita’ di incorrere in rottura di un aneurisma cerebrale, rispetto a quelli che non avevano mai fumato. Il rischio di aneurisma, in chi smette di fumare, scompare dopo 10-15 anni.

Ritenzione idrica: ecco i rimedi

In Italia circa il 30% delal popolazione femminile è interessata da problemi di ritenzione idrica. A volte le cause possono essere patologiche, come disfunzioni cardiache o renali o forme allergiche. Più spesso, inc’vece, sono da attribuire a uno stile di vita e soprattutto alimentare sbagliato. Quando l’organismo tende a trattenere i liquidi, questi si accumulano maggiormente nelle zone già predisposte all’accumulo di grassi come le cosce, i glutei e l’addome, dove si forma poi la cellulite.

Alcune abitudini poco salutari favoriscono la ritenzione dei liquidi, ad esempio il fumo, l’assunzione di grandi quantità di sale (la dose normale per l’organismo è di 5 grammi al giorno, che è più o meno la quantità contenuta in due etti di pane), il sovrappeso, l’abuso di alcol e farmaci, gli abiti troppo stretti e lo stare a lungo in piedi senza muoversi. Ecco qualche rimedio naturale per combattere questo fastidioso fenomeno:

Tarassaco
Il tarassaco rappresenta il rimedio ideale per chi soffre di problemi di ritenzione idrica e desidera aiutare il proprio organismo a depurarsi. Con foglie e radici di tarassaco acquistabili in erboristeria, o da raccogliere in zone collocate lontano dal traffico e da lasciare essiccare, può essere preparato un infuso diuretico da consumare alla mattina o alla sera secondo le indicazioni fornite dall’erborista o dal medico. L’estratto di tarassaco si trova inoltre in vendita in forma liquida o di compresse fitoterapiche, la cui assunzione potrebbe variare a seconda dell’entità del problema

Mirtilli e succo di mirtillo
Se la ritenzione idrica è legata a problemi di circolazione, che non funziona a dovere e quindi non elimina efficacemente le tossine, è bene arricchire la propria alimentazione con del succo di mirtillo puro, che agisce  positivamente sulle funzionalità dei capillari. Al succo di mirtillo possono essere abbinati il consumo di mirtilli e l’impiego di integratori fitoterapici a base di estratto di mirtillo, da scegliere su suggerimento del medico e dell’erborista

Poco sale
In alcuni casi la ritenzione idrica può essere causata da un’alimentazione eccessivamente ricca di sodio o per l’eccessivo utilizzo del sale da cucina o per la consuetudine di consumare snack salati. Si potrebbe sostiutire il sale a tavola o per cucinare da spezie ed erbe aromatiche. E’ inoltre consigliabile diminuire il consumo di zucchero e di dolci confezionati in generale, oltre che di alimenti dall’eccessivo contenuto di grassi saturi

Foglie di betulla
E’ possibile porre rimedio alle conseguenze di un consumo eccessivo di alimenti troppo grassi o salati, oppure a problemi di circolazione, con infusi, spremute, estratti, oli da massaggio e rimedi fitoterapici a base di  foglie di betulla. L’estratto di betulla è un rimedio ottenuto dalla macerazione alcolica delle foglie e, come la spremuta di betulla, può essere preparato dall’erborista. L’infuso invece può essere preparato in casa lasciando in infusione due cucchiai di foglie di betulla essiccate e filtrandole successivamente

Gambo d’ananas
Il gambo d’ananas è ritenuto un’eccellente aiuto naturale per combattere la ritenzione idrica. Viene utilizzato per la preparazione di integratori fitoterapici in capsule, estratti in polvere o tinture madri. E’ adatto a contrastare il problema della ritenzione idrica per via delle sue proprietà amtiedematose, che facilitano cioè il drenaggio dei liquidi, favorendo inoltre la circolazione, anche nel caso in cui si tema il pericolo di formazione di coaguli di sangue, e l’eliminazione delle tossine accumulate dall’organismo

Il tradimento? Arriva dopo due anni dall’inizio della relazione

I tempi sono cambiati, anche per crisi di coppia e tradimento: dai classici sette anni oggi gli italiani sono passati a due anni.

E’ quanto ci vuole in media perché uno dei due partner ceda alla scappatella, secondo un sondaggio di un sito specializzato in infedeltà, incontri-extraconiugali. I suoi iscritti, circa 2000, di corna ne sanno qualcosa e interpellati sul tema danno risposte piuttosto interessanti.

Innanzitutto, se il tradimento è sempre esistito, i tempi si sono accorciati: il 42% degli intervistati dichiara di tradire dopo due anni dall’inizio della relazione. Segno che la tolleranza nei confronti dei problemi di coppia è in costante calo, come confermano anche i dati sull’aumento di divorzi e separazioni.

Due anni, confermano varie ricerche, è notoriamente il tempo fisiologico dopo il quale la passione tra due innamorati, all’inizio inseparabili e irresistibilmente attratti sessualmente l’un l’altro, comincia a dare forti segni di cedimento. A questo punto, sempre più spesso uno dei due partner, deluso e annoiato dall’intiepidirsi dei rapporti fisici e del crescente disinteresse sessuale reciproco, va in cerca di un’alternativa: ovvero l’amante. In questo caso l’infedeltà non si rivela necessariamente una semplice avventura: anzi, in ben il 26% dei casi la relazione parallela diventa stabile.

C’è un altro caso: quello dei traditori seriali, a maggioranza di sesso maschile e che sono rappresentati dal 35% dei traditori. Calo del desiderio o meno, questo tipo di infedele ha sempre tradito e sempre tradirà, senza aspettare nemmeno i canonici due anni. Attratto dalla novità e dal desiderio di conferme della propria capacità  di sedurre il traditore seriale è in genere piuttosto immaturo e possiede una personalità a sfondo narcisistico per cui il tradimento è profondamente connaturato al suo carattere. Insomma, se ne avete uno come partner, rassegnatevi all’idea di portare le corna per sempre, perché si tratta di un caso irrecuperabile.

E dopo il secondo anno di fidanzamento o matrimonio? Si tradisce ancora: superato il problema del calo della passione, nel lungo termine ovvero dai tre ai quindici anni dall’inizio della relazione, i problemi sono altri, come le differenze di carattere con il partner, che a lungo termine cominciano a emergere, oppure desideri e ambizioni lavorative non condivise dalla dolce metà. E’ così che il 17% dei traditori ammette di aver intrapreso una relazione adultera nell’arco di questo periodo.

Solo il 6% dei traditori aspetta di tradire dopo che la relazione è collaudata da più di 15 anni. Che sia per vero amore o rassegnazione, questo non lo sappiamo.
 

La top ten dei cibi da evitare

Fretta, mancanza di tempo, poca attenzione. Spesso sono questi i motivi che stanno dietro a scelte sbagliate in fatto di alimentazione. In una società che si orienta sempre più verso il consumo di cibi già pronti, preconfezionati o geneticamente modificati, bisogna essere molto attenti nella scelta di ciò che si mangia. Ecco una lista di cibi da evitare, dai cosiddetti "junk food" ai "falsi cibi", prodotti di bassa qualità, ricchi di conservanti, coloranti e sostanze chimiche.

Bibite analcoliche gassate
Una lattina da 33cl di queste bevande contiene circa 10 cucchiaini di zuccheri, 150 calorie, 55 mg di caffeina ed è piena di coloranti alimentari artificiali e solfiti. Questi drink sono anche estremamente acidi e quindi filtrati con difficoltà dai reni. Ancora peggio nelle loro versioni dietetiche: oltre alle controindicazioni finora elencate, infatti, hanno anche quelle legate all’aspartame, ingrediente inserito al posto dello zucchero. Questo dolcificante artificiale egrave; oggetto, da tempo, di diverse controversie perché considerato molto dannoso per la sua capacità di rilasciare all’interno dell’organismo metanolo e formaldeide, che aumentano l’incidenza di tumori cerebrali e leucemie

Pop Corn
Un recente studio americano commissionato dal Center for Science in the Public Interest rivela come i pop corn, se consumati in grandi quantità, siano molto più dannosi di un pranzo al fast food, soprattutto se associati a una bibita gassata. Questo per via delle tante calorie – 387 ogni 100 gr – e della grande quantità di grassi saturi che viene fornita dai pop corn, soprattutto quelli cucinati con il burro, un quantitativo stimato pari a quello che un adulto dovrebbe assumere in tre giorni. Non va sottovalutato poi il rischio di imbattersi in mais geneticamente modificato (vietato in Italia, ma permesso in altripaesi europei). Per nonparlare di quelli da preparare al microonde: la bustina contiene infatti degli agenti chimici che nel microonde entrano in contatto con il cibo risultando tossici

Patatine fritte
Oltre al fatto che contengono elevate quantità di grassi – 218 calorie per 100 gr – e che molto spesso vengono cucinate in olii riutilizzati decine di volte, le patatine fritte sono anche portatrici di uno dei più potenti agenti cancerogeni: l’acrilamide. Si tratta di una sostanza molto tossica che si forma durante il processo di cottura, a temperature elevate, degli alimenti ricchi di carboidrati, come appunto le patate. Quelle in busta, poi, hanno una presenza di acrilamide in percentuale nettamente maggiore

Salumi, insaccati e wurstel
Il consumo quotidiano di salumi, come la pancetta, può aumentare il rischio di malattie cardiache del 42% e il diabete del 19%. Un consumo eccessivo di Wurstel o Hot Dog è in grado di aumentare il rischio del tumore al pancreas del 67%. Il nitrito di sodio è, infatti, uno degli ingredienti che si possono trovare al loro interno, una sostanza cancerogena strettamente collegata alla leucemia o al tumore al cervello. Se proprio si deve scegliere un insaccato, meglio optare per i salumi più magri come prosciutto o bresaola.

Gelato Confezionato
Spesso nei prodotti confezionati si possono trovare grassi transgenici, coloranti, sapori artificiali e moltissime neurotossine che sono note sostanze chimiche dannose per il sistema nervoso. Meglio il gelato fatto in casa o in modo artigianale

Panna montata
Tra gli ingredienti delle comuni panne spray possono essere presenti: sciroppo di glucosio, latte in polvere, aromi artificiali, coloranti, addensanti e conservanti chimici. Molte panne liquide da montare o preparati per panna montata non fanno eccezione in quanto a ingredienti di dubbia provenienza

Sottilette
Nella composizione delle sottilette sono presenti: latte concentrato, amido modificato, siero di latte concentrato, proteine del latte concentrate e numerosi correttori di acidità

Margarina
Le margarine vegetali classiche sono ottenute mediante l’idrogenazione di oli vegetali, tra i quali spesso è presente l’olio di palma. Le margarine vegetali che si dichiarano come "non idrogenate" possono comunque presentare un elevato contenuto di grassi saturi. Per questo motivo sarebbe opportuno consumarle saltuariamente o, ancora meglio, sostituirle quando necessario con prodotti più leggeri, come la margarina di soia biologica o il burro di soia biologico, a minor contenuto di grassi saturi. Le classiche margarine contengono solitamente oli di scarso pregio e nella loro composizione non mancano coloranti, conservanti ed emulsionanti degli acidi grassi. In numerose ricette sia dolci che salate la margarina può essere sostituita con olio di girasole o di mais biologico e spremuto a freddo

Surimi
Il surimi, o finta polpa di granchio, non è altro che un composto alimentare ottenuto assemblando parti tritate di alcuni pesci, come il merluzzo, con carboidrati, addensanti, coloranti e conservanti per ottenere dei cilindretti dall’interno bianco e dalla parte esterna di colore arancione, degli affettati al sapore di granchio, delle "finte" chele di granchio o altri prodotti dalla forma simile a quella di crostacei come i gamberoni e dall’artificiale sapore di pesce. La sua diffusione commerciale ha portato a mettere in campo lavorazioni sempre più tecnologiche per ottenere tale prodotto, che, una volta scoperta la sua composizione, smette immediatamente di apparire invitante. Tra i suoi ingredienti non mancano solitamente: sorbitolo, zuccheri, polifosfati, glutammato monosodico, olio di colza e aroma artificiale di granchio

Dolcificanti artificiali
Il primo dolcificante artificiale ad essere impiegato dall’industria alimentare fu la saccarina, seguita poco dopo dal ciclamato, sostituito a propria volta dall’aspartame, un additivo alimentare dal potere dolcificante 200 volte superiore allo zucchero. In etichetta può nascondersi dietro la sigla ad esso attribuita: E951. La sua pericolosità per l’organismo è stata messa in relazione alla sua capacità di rilasciare all’interno di esso metanolo e formaldeide, correlato all’aumento dell’incidenza di tumori cerebrali e leucemie