Cucina siciliana: le ricette tipiche

La cucina siciliana è un tripudio di sapori, colori e profumi con piatti fantasiosi e variopinti frutto della contamimazione dei popoli e delle culture che l’hanno attraversata nei secoli.

Dai fenici e i greci che hanno gettato le basi della gastronomia dell’isola introducendo il pane, il vino e le olive, fino alle prelibatezze dei Monsù, i cuochi francesi delle famiglie nobiliari, passando attraverso le spezie e i dolci degli arabi o le frattaglie cucinate ai mercati e per strada alla maniera ebraica: dal "pani ca meusa", agli arancini, al pesce fritto in strada.
Tutto ha contribuito a rendere ricca, sontuosa e varia la cucina siciliana.

Chi non conosce i piatti cucinati con le melanzane, portate nell’isola dagli arabi, dalla pasta alla norma alla parmigiana, dalle polpettine alla caponata. E che dire dei profumati cous cous di verdure, pesce o carne una specialità che nel trapanese viene preparata in casa con la semola di grano duro e arricchito poi da uvette, mandorle ed erbe odorose.

Per non parlare delle spezie aromatiche:  zenzero, garofano, cannella e zafferano che oltre a condire il cuos cous acompagnano riso e pesce, carni e brodi, sorbetti e cannoli, verdure e timballi di pasta.

Un capitolo a parte spetta ai dolci che siano fritti o al cucchiaio, a base di frutta o ricotta, miele o frutta secca sono una vera tentazione, mescolati al cioccolato – che a Modica viene lavorato artigianalmente ed è famoso in tutto il mondo – o uniti alla frutta candita. Senza dimenticare il marzapane a forma di frutta, animaletti o come decorazione di torte.

I dolci siciliani sono un’allegria per gli occhi e un piacere per i sensi: cannoli, cassate, biancomangiare e torte, di mandorle o pistacchi. E ancora i gelati e le granite in una infinità di gusti, e il latte di mandorla, i mustazzoli e il gelato di campagna. A tuffarsi in queste dolcezze c’è da perdere la testa e definitivamente la linea.

 

 

 

 

 

Shopping compulsivo, arriva la cura: è una pillola contro l’Alzheimer

La cura per lo shopping compulsivo arriva da quella per l’Alzheimer. Succede spesso che gli effetti collaterali di un farmaco studiato per la cura di una malattia si rivelino benefici per altri tipi di malattie.

E’ questo il caso della memantina, una sostanza normalmente usata per la cura dell’Alzheimer: nel corso di una sperimentazione condotta dagli psichiatri dell’Università del Minnesota su soggetti dai 19 ai 59 anni di età a cui era stata diagnosticata la sindrome dello shopping compulsivo questo farmaco si è rivelato utile per curare la loro dipendenza da shopping.
 

Dopo otto settimane, l’esperimento ha rilevato che sotto l’effetto della memantina gli affetti da shopping-mania dimezzavano le ore spese nei negozi (prima le ore spese nel loro passatempo preferito erano 38 alla settimana) e facevano molti meno acquisti, senza soffrire di alcun effetto collaterale, se non quello di mantenere inalterato il peso del portafoglio, il che in tempi di crisi è un effetto particolarmente desiderabile.
 

"In generale – si legge nella relazione degli studiosi – oltre al dimezzamento dello shopping senza freni si è determinata anche una riduzione del livello di impulsività dei pensieri e dei comportamenti legati a questo disturbo".

Lo shopping compulsivo, registra la ricerca, "colpisce fino al 5,8% degli adulti, dei quali l’80% sono donne. Le persone che hanno partecipato allo studio guadagnavano in media 40.000 dollari all’anno, ma bruciavano’ il 61% del loro reddito, per lo più in vestiti".
 

Qual è il meccanismo secondo cui questo farmaco è così benefico per i malati di shopping?  A dire degli autori dell’esperimento la memantina agisce nel cervello sul sistema glutamatergico, che si pensa sia coinvolto nello sviluppo di demenza. "Ma questo meccanismo – concludono – si ipotizza abbia un ruolo in alcuni soggetti nell’esplosione dei disturbi ossessivo-compulsivi".
 

Le uova fanno bene alla dieta?

L’uovo è tra tutti uno degli alimenti più nutrienti: nelle sue 80 calorie concentra minerali e vitamine in gran quantità, tra cui vitamina A, vitamina D, vitamina B6, vitamina B12, acido folico, riboflavina, colina, ferro, calcio, fosforo e potassio. 

Una delle caratteristiche dell’uovo più favorevoli alla dieta è il suo potere saziante: una ricerca pubblicata sull’International Journal of Food Sciences and Nutrition ha evidenziato che un’omelette di due uova a pranzo dava maggiore sazietà rispetto a un pasto con le stesse calorie ma con più carboidrati.
 

La nota dolente dell’uovo è invece rappresentata dal colesterolo: l’uovo è tra gli alimenti che ne contengono di più. Il che non rappresenta un problema per le persone sane, tuttavia secondo alcuni studi il consumo di uova aumenta il rischio cardiovascolare in soggetti con tendenza a sviluppare il diabete.

Come regolarsi allora? In generale, l’American Heart Association consiglia di non superare il limite di 300 mg di colesterolo al giorno per le persone sane (un uovo contiene circa 185 g di colesterolo), mentre chi soffre di colesterolo alto, diabete o patologie cardiovascolari  dovrebbe limitarne la quantità a 200 mg.

La crema antirughe del futuro? E’ l’AS10, una bevanda antiossidante

AS10, la bevanda studiata dalla NASA per proteggere gli astronauti dagli effetti nocivi delle radiazioni presenti nello spazio, si è rivelata ugualmente efficace anche contro rughe, inestetismi e macchie della pelle causate dal sole.

Il Daily Mail riporta uno studio condotto dal team di scienziati guidato da Aaron Barson della University of Utah, che ha messo alla prova le proprietà della bevanda testandola su 180 volontari, somministrando loro la AS10 per quattro mesi due volte al giorno. I risultati alla fine del periodo di test hanno mostrato una riduzione del 30% delle macchie della pelle causate dall’esposizione ai raggi del sole e del 17% delle rughe.
Il confronto tra il "prima" e il "dopo" è stato fatto scattando una foto del viso prima e dopo il trattamento, alla fine del quale i risultati sono stati dunque visibili a occhio nudo.
 

La bevanda è una miscela di potenti antiossidanti naturali, tra cui la melagrana, l’uva, il tè verde, il fico d’india, il cupuacu (Theobroma grandiflora), l’acerola, le bacche di acai, lo yumberry, la cui sinergia potenzia ulteriormente l’azione contro i radicali liberi e i processi ossidativi della pelle e dell’organismo.
 

«La pelle è il tessuto del corpo che viene esposto per primo ai raggi UV e sappiamo che è sensibile al processo ossidativo", spiega l’autore della ricerca Aaron Barson. "Il nostro studio dimostra che la pelle beneficia molto di una riduzione di questo stress. Gli effetti dello stress ossidativo sulla pelle possono essere rapidamente modificati e la pelle può guarire se stessa bevendo l’AS10".

La miracolosa bevanda antirughe è in vendita? Non ancora, ma confidiamo che la Nasa la commercializzi quanto prima, vista la sempre crescente richiesta di prodotti antirughead alta tecnologia: e cosa ci può essere di più high-tech di una bevanda spaziale?

Cambia vita: le dieci regole del “Changing”

Arriva anche in Italia il Changing, lo stile di vita che dopo esser diventato tendenza in tutto il mondo approda anche nel Bel Paese. Basta routine quotidiana e stereotipi mentali, che rendono l’esistenza grigia e impediscono di rinnovarsi e andare oltre la consuetudine. Per 7 esperti su 10 gli italiani sono insoddisfatti della propria vita. Per combattere la crisi e vivere meglio, 8 su 10 consigliano di essere piu’ flessibili e modificare le abitudini consolidate. Per i sociologi il cambiamento è una vera e propria terapia di vita che aiuta a scoprire se stessi, tiene la mente sempre allenata, fa aumentare l’autostima e trasmette positività.

E’ quanto emerge da uno studio promosso da una nota azienda, condotto attraverso una serie di interviste a psicologi, sociologi, esperti di tendenze e opinion maker, che hanno analizzato ad ampio raggio questo fenomeno globale e hanno individuato i motivi per cui cambiare fa bene alla vita e come è possibile farlo. Secondo il 79% degli esperti cambiare e sapersi rinnovare e’ la scelta giusta per vivere meglio e combattere la crisi. Già diversi istituti di ricerca, Universita’ e centri di raccolta dati hanno analizzato i vantaggi del Changing. Dal mondo aziendale alla realta’ di tutti i giorni, prestigiosi sociologi e luminari hanno dimostrato come la predisposizione al cambiamento aumenti il rendimento della mente, una caratteristica tipica delle persone carismatiche, creative e flessibili. “Essere aperti al cambiamento e’ fondamentale a tutte le eta’, perché permette di mantenersi giovani e al passo con i tempi – afferma la psicologa Mariolina Palumbo – la rigidita’ mentale è sinonimo di staticita’, mentre essere predisposti a fare nuove esperienze rappresenta dinamicita’, è sinonimo di vita”.

Quali possono essere i cambiamenti piu’ importanti nella vita di una persona? Per 4 esperti su 10 cambiare città rappresenta la scelta piu’ influente nella vita di un uomo. Per il 34% il bivio decisivo e’ rappresentato dal “cambiamento del partner”, per altri invece il cambiamento del look  e del lavoro. Quali sono i piccoli cambiamenti che si possono mettere in pratica durante la giornata? Ben 5 esperti su 10 suggeriscono di modificare ogni tanto il tragitto che si compie abitualmente per andare a lavoro. Altri consigliano di provare saltuariamente un supermercato diverso da quello dove di solito si fa la spesa, oppure concedersi un’uscita serale in un giorno della settimana in cui invece si e’ soliti andare a letto presto.

Quali sono le difficoltà che si oppongono al cambiamento? Gli esperti individuano le cause principali nel comportamento pigro e remissivo di coloro che rifiutano di mettersi in gioco e si adagiano sulle certezze che hanno. Infatti la paura di perdere quello che si ha  vince la voglia di scoprire qualcosa di nuovo, mentre le incognite su un futuro incerto suggeriscono di non abbandonare le sicurezze acquisite. La chiusura mentale alla novita’ e’ causata anche dall’orgoglio che impedisce di smuoversi da convinzioni e stili di vita consolidati, che portano pero’, secondo gli esperti, all’abitudine e al ripetere sempre gli stessi schemi.

Perché cambiare fa bene alla vita? Per gli esperti il cambiamento aiuta a scoprire se stessi e a mantenere il cervello in allenamento. Cambiare inoltre fa aumentare la propria autostima e trasmette un senso di fiducia e positivita’. E le circostanze in cui è opportuno farlo, secondo gli esperti, sono quelle che portano maggiormente a fermarsi per riflettere se quello che si fa e’ giusto o sbagliato, magari in seguito a un malcontento che si vive in ambito lavorativo o nella sfera privata, oltre che per quel senso di inadeguatezza che colpisce parecchie persone quando non trovano piu’ gratificante quello fanno o vivono.

E tra i suggerimenti preziosi e i piccoli consigli degli esperti, ecco alcuni comportamenti-base da cui iniziare.