Cibo per la mente, 5 alimenti per essere brillanti

Per contrastare il naturale processo di invecchiamento, hai mai pensato cosa possa tenere viva e attiva la mente? Nonostante non si possa fermare il tempo, si può agire per mantenere il cervello al suo massimo, fornendogli energia vitale, o meglio cibo per la mente.

Esistono alimenti che agiscono positivamente per difendere la memoria e la capacità intellettiva. Controlla di aver inserito questi ingredienti nella tua dieta, per avere sempre una testa brillante. Ecco i 5 alimenti:

1. Le ricerche hanno dimostrato che mangiare pesce fresco almeno una volta a settimana rallenta la perdita di memoria e l’invecchiamento del dieci per cento.

2. I frutti di bosco sono piccolini ma contengono un alto potere nutritivo. I mirtilli sono conosciuti per i loro benefici nella protezione del cervello. Anche gli altri frutti rossi sono ricchi di antiossidanti e proteggono la corteccia cerebrale.

3. Mangiare la verdura fa bene per mille ragioni, eccone una in più per non farla mancare mai sulla tavola: chi non mangia le verdure verdi come gli spinaci, i cavoli e i broccoletti ha una perdita della memoria precoce.

4. L’avocado è un ingrediente interessante da inserire nei propri menu, è ricco di grassi monoinsaturi che tengono sotto controllo la circolazione sanguigna, responsabile dell’efficienza della mente.

5. Mangiare la frutta secca con moderazione aiuta a preservare la salute delle arterie e serve per fare il pieno di vitamina E.

Sesso, il rugby vince sul calcio. Le italiane preferiscono i rugbisti

I calciatori? No grazie, ormai sono banali. I più desiderati dalle donne italiane sono i rugbisti: i loro sogni erotici più hot sono popolati dai prestanti e muscolosi giocatori di palla ovale. 

Ha indagato sulla questione il sito Gledeen, che ha intervistato allo scopo un campione di donne del Belpaese. Ben il 78% di loro sceglierebbe un aitante rugbista per una infuocata notte di tradimento lontano dagli occhi del partner ufficiale. Il 63% delle intervistate dichiara che i giocatori di rugby sono uomini che ispirano sicurezza, forse grazie ai loro possenti bicipiti, favoriti dal 36% delle ammiratrici dei rugbisti.

Non solo i muscoli costituiscono una possibile attrattiva per le donne che sognano di abbracciare uno di questi muscolosi principi azzurri; nelle loro preferenze spiccano anche il fondoschiena (22% delle preferenze) e le cosce (22%).

A ben vedere, al di là di bicipiti e fisici possenti anche i riccioli dorati possono fare la loro parte: tra i rugbisti il più desiderato dalle donne è il biondo ed efebico Mirco Bergamasco; seguono nelle preferenze il capitano della nazionale Sergio Parisse e Gonzalo Canale.

I partner ufficiali, la cui prestanza difficilmente può fare a gara con quella dei tanto sospirati (dalle compagne) rugbisti, non se ne abbiano a male: alla fine, secondo il 97% delle donne intervistate, sognare di tradire il proprio uomo con un rugbista non equivale a tradire veramente.

Parto cesareo: troppe italiane lo fanno

In Italia i parti cesarei sono il 38,4% del totale (dati 2009), con differenze altissime tra una Regione e l’altra, con il 22% in Friuli e il 63% in Campania. Malgrado gli sforzi compiuti negli ultimi anni dalle istituzioni sanitarie, il fenomeno non accenna a ridursi.

Nelle ultime fasi della gravidanza e poi al momento del parto la presenza dell’ostetrica vicina alla donna riduce notevolmente il ricorso al parto cesareo, sostenendo la donna nelle sue necessità e anche nell’affrontare le sue paure e agevolando così la possibilità di realizzare un parto fisiologico. Non tutte le strutture del servizio sanitario garantiscono un’adeguata presenza di personale, tale da realizzare un rapporto "one to one" tra ostetrica e donna.

Per la criticità della situazione in Italia, le ostetriche italiane rappresentate dalla Federazione nazionale Collegi delle ostetriche, hanno scelto di mettere il tema dell’appropriatezza dei tagli cesarei al centro del dibattito internazionale.

"Malgrado l’impegno del Ministero della Salute e le Linee Guida dell’Iss per un uso appropriato del taglio cesareo – ha detto la presidente della Fnco Miriam Guana – l’Italia continua a essere il Paese europeo dove questa pratica è più utilizzata".

Per intervenire in questo quadro si prevedono modelli organizzativi che puntano soprattutto sulla continuità delle cure nel percorso nascita, valorizzando il rapporto tra ostetrica e donna.