Le diete da evitare a qualsiasi costo

Al giorno d’oggi la maggior parte dei cosiddetti paesi ricchi spende miliardi ogni anno in prodotti dietetici, un quinto dei quali si rivela inefficace. In realtà, tutti sogniamo il prodotto miracoloso, capace di riconciliarci con la bilancia. Sfortunatamente, la realtà è completamente diversa e non vi è alcun mistero: se vi abbuffate, ingrasserete, se vi limitate, dimagrirete. Qualunque sia la dieta che sceglierete, ecco quello che dovete tassativamente evitare.

  • Le diete che vi promettono di perdere 10 kg in due settimane
  • Le diete sponsorizzate da star e personaggi mediatici (in particolare, quelli che appartengono allo show-biz)
  • Le diete che si basano su teorie improbabili
  • Le diete dissociate nelle quali occorre mangiare un solo alimento per 2 settimane, quindi un altro alimento per 3 settimane, e così via
  • Le diete che fanno affidamento su una pillola dal prezzo astronomico, solo perché contiene un principio attivo cosiddetto miracoloso
  • Le diete che vi obbligano a rimanere inchiodate a casa per intere settimane
  • Le diete impossibili da seguire anche se siete piene di buona volontà
  • Le diete secondo le quali potete mangiare di tutto a volontà (c’è qualcosa che non va, non trovate?)
  • Le diete che vi prosciugano il portafoglio.
  • Le diete che erano sparite dalla circolazione e che, un bel giorno (non si sa come) tornano alla ribalta.
  • Le diete che prevedono l’assunzione di pillole e compresse varie.
  • Le diete durante le quali avete l’impressione di essere affamate da mattina a sera.
  • Le diete caldamente sconsigliate dai medici.
  • Le diete che vietano gli alimenti solidi a vantaggio di quelli liquidi.

Quindi ecco il decalogo della dieta per perdere peso in maniera equilibrata:

  • Siate oneste con voi stesse e riconoscete le vostre cattive abitudini alimentari.
  • Smettetela una volta per tutte con le diete assurde.
  • Non paragonatevi agli altri.
  • Consumate 3 pasti al giorno.
  • Mangiate quello che vi piace, ma in piccole quantità.
  • Fate colazione tutti i giorni.
  • Non trasformate i grassi nei vostri nemici giurati.
  • Consumate più proteine.
  • Consumate frutta in quantità ragionevoli.
  • Bevete più acqua.

Tratto da: Anita Naik, "Un corpo da sogno", Morellini Editore

L’appuntamento al buio: le regole per il successo

Se si è particolarmente ansiose, al primo incontro ci si può far accompagnare da un’amica. Naturalmente sarebbe meglio che la cosa apparisse quasi casuale, e che altrettanto discretamente l’amica dopo un po’ se ne andasse. L’amica d’appoggio può aiutarvi a rompere il ghiaccio e anche a scappare via velocemente se proprio non siete a vostro agio.

Se vi sentite troppo a vostro agio… evitate di stuzzicarlo oltre al punto a cui siete disposte ad arrivare. Nessuno ha il diritto di pretendere niente da voi, ma abbiate rispetto anche per le sue esigenze: eccitarlo consapevolmente per poi negarsi in modo sadico non è illegale ma è molto scorretto, e state pur certe che ve la farà pagare, magari davanti a tutti gli altri.

Come mi vesto?
Lungi dal voler suscitare ansie da prestazione, qualche consiglio (per qualcuna di voi magari scontato) su cosa evitare può essere utile.
Il concetto principale è: restate sul semplice, con capi che indossate abitualmente; curate make-up e capelli, ma senza strafare. Non c’è bisogno di ricordarvi la ceretta, vero? Che in estate è d’obbligo, ma anche in caso che, insomma, non si sa mai…

Da non indossare:
– completino bucolico-lezioso tutto pizzi bianchi e quadretti, da signorotta di campagna appena tornata dal cogliere le margherite: comunica personalità immatura;
– qualunque cosa trasmetta aggressività: capi tigrati e panterati;
– T-shirt corta che lascia fuori la pancia nuda, calzoni o altri capi aderenti se sapete di non poterveli permettere. Una cosa è imparare a non preoccuparsi di eventuali imperfezioni fisiche, un’altra accentuarle volontariamente;
– un sacco di juta – o equivalenti – per nascondere imperfezioni fisiche.

Gli effetti variano da soggetto a soggetto, ma il rischio è quello di spaventare, deprimere o comunicare un messaggio sbagliato. Per capirci meglio: se al primo appuntamento vi presentate con una minigonna vertiginosa, non lamentatevi se poi vi "considera un oggetto". Non sapendo come vestirà lui, la soluzione migliore per il primo appuntamento è stare sul neutro-generico o comunque rispettare il proprio stile. Il classico "jeans e t-shirt" va benissimo, a meno che vi vediate in un ristorante di lusso o che abbiate misure prorompenti. Il punto non è tanto sedurlo con l’abbigliamento (per quello ci sarà tempo dopo), ma evitare eccessi che potrebbero mettere a disagio alcune persone e trasmettere subito un messaggio sbagliato (ricordate che si farà un’idea di voi, per quanto irrazionale, già dai primi secondi).

 

L’uomo geloso, come riconoscerlo

Vi sentite molto adulate davanti a tanto interesse per i vostri impegni, perché-con chi-come. Finalmente un uomo presente, preoccupato, che si occupa di voi! Vi regala un telefono GPS per potervi localizzare 24 ore su 24… ‘Non aprite quella porta’ non è niente in confronto a ciò che vi aspetta
"L’idraulico ti guardava in modo strano", "Cosa voleva il tipo seduto di fianco a te?", "Non verremo più qui, non sopporto il modo in cui ti fissa il cameriere…" ecc.

Ormai, l’Apocalisse si è compiuta: il genere umano a cui potrete rivolgere la parola si è ridotto al gentil sesso, mentre gli uomini sono stati cancellati dalla faccia della Terra. Non vi resta altro che sperare che abbia una sorella che possa accompagnarvi a fare shopping, perché lui vi vieterà per sempre di frequentare chiunque non gli vada a genio. Sarete sezionate come una rana, spiate da cima a fondo. Il contachilometri, il minimo graffio, il conto in banca, l’agenda, la casella di posta, i messaggi saranno tutti spulciati fin nei minimi dettagli. Avrete una sola moneta di scambio possibile: la giustificazione. A senso unico, naturalmente.

Ma come riconoscere questo mostro che si presenta sotto mentite spoglie?

3 indizi che non mentono mai 
1.Trova da ridire sui vostri amici: poco per volta vi allontanate da quelli troppo inclini allo scontro. Vi fa un interrogatorio dopo ogni uscita. Sostiene di voler vegliare su di voi e proteggervi dalle cattive intenzioni dei vostri amici. Preferite evitare storie e scegliete il têtê-à-têtê, più tranquillo.
2. Vi incoraggia a dare le dimissioni: il lavoro non era all’altezza del vostro inestimabile valore.
3. Vi chiede di sposarlo molto in fretta.
 

Pulizie domestiche: quante calorie si consumano

Addio palestra, benvenute pulizie domestiche. Eh sì perché, secondo diverse ricerche, fare le pulizie aiuta a smaltire calorie. Insomma, come si suol dire, unire l’utile al dilettevole. Per esempio, passare lo straccio del pavimento per un’ora aiuta a smaltire 238 calorie, l’equivalente di una tavoletta di cioccolato o di due bicchieri di vino. Per raggiungere lo stesso risultato in palestra, è necessario fare quasi un’ora di cyclette oppure un’ora e 10 minuti di pesi. Certo, magari passare lo straccio non sarà altrettanto divertente, ma sarà sicuramente più economico e potrete decidere quando farlo, direttamente a casa vostra.

Ecco quante calorie è possibile smaltire dedicandosi ai principali lavori di casa per mezz’ora:

– pulire i pavimenti: 120 calorie
– passare l’aspirapolvere: 120 calorie
– spolverare: 75 calorie
– pulire i vetri: 50 calorie
– spostare i mobili: 80 calorie
– stirare: 45 calorie
– fare il letto: 150 calorie
– fare il bucato: 50 calorie
– cucinare: 50 calorie
– lavare i piatti: 76 calorie
– cucire: 15 calorie
– dedicarsi al giardino: 90 calorie

Risotti a regola d’arte

Il riso è arrivato in Italia dall’Africa e dal Medio Oriente e in poco tempo si è diffuso nelle regioni del Nord. In queste zone la cucina del riso si è presto differenziata da quella del Sud: mentre in Meridione si preparava al forno, in Lombardia e in Piemonte si cucinava con il brodo.
Il risotto così preparato è presto diventato un piatto tipico della cucina regionale di Piemonte e Lombardia, anche se in queste due regioni la cottura avviene in modo diverso: mentre i lombardi mescolano il riso man mano che aggiungono il brodo, i piemontesi coprono la pentola e lasciano cuocere il riso.

La tecnica speciale con cui viene cotto, ovvero il brodo che evapora man mano che cuoce il riso, fa sì che il risultato finale consista non in una semplice zuppa, ma in un piatto asciutto e cremoso.

Durante la bollitura il riso rilascia infatti dell’amido, una sostanza addensante che amalgama gli ingredienti unendo i chicchi tra loro. Affinché il processo funzioni al meglio è necessario usare chicchi di riso semiduro ad alto contenuto di amido come l’arborio o il vialone: l’ideale tuttavia è il carnaroli, perché assorbe uniformemente l’umidità impedendo ai chicchi di incollarsi tra loro.

Uno degli ingredienti principali del risotto è il brodo, che va preparato a parte. Può essere di carne, pesce o verdure purché sia di sapore delicato, poiché deve esaltare e non coprire il sapore degli altri ingredienti.
Per un risotto a regola d’arte servono poi cipolla o scalogno, che dovete tritare finemente e rosolare nel burro. Aggiungete poi il riso e fatelo tostare nel soffritto per un minuto.

Aggiungete vino bianco caldo per sfumare e cominciate ad aggiungere il brodo (mantenuto a temperatura costante su fuoco lento) con un mestolo. Quando sta per asciugarsi aggiungetene altro, e così via finché il riso non sarà cotto. Nel frattempo avrete aggiunto gli altri ingredienti del risotto, a seconda della ricetta che avrete scelto.

Indispensabile la mantecatura con il burro, che va mescolato con energia al risotto appena finita la cottura. Un’aggiunta di parmigiano e il risotto è pronto per essere servito in tavola. 

Alcuni consigli indispensabili:

  • usate riso carnaroli
  • non lavate mai il riso prima di cucinarlo
  • preparate un buon brodo, preferibilmente facendo a meno dei dadi di fabbricazione industriale
  • fate sempre tostare il riso a inizio cottura
  • aggiungete il brodo poco per volta
  • mescolate continuamente il riso mentre cuoce nel brodo
  • togliete il risotto dal fuoco "all’onda", e cioè quando ha assunto una consistenza cremosa, né liquida né solida, e in ogni caso al dente
  • servite il risotto sempre caldo

Le coliche – Seconda parte

Possibili rimedi

Innanzitutto è opportuno escludere alcune comuni cause di pianto: prendi in braccio il neonato e verificare che non abbia motivi fisici di disagio (pannolino sporco, fame, freddo, caldo, ecc).

Se il pianto dovesse continuare, possono essere utili i seguenti accorgimenti:

– prova a cullarlo a pancia in giù, oppure tenendolo in verticale, stringilo a te dandogli piccole pacche sul pannolino;
– cerca di distrarre il piccolo con una canzoncina oppure facendogli il bagnetto: l’acqua tiepida aiuta a rilassare la muscolatura intestinale;
attacca il bambino al seno: oltre a risultare rassicurante e tranquillizzante, può aiutarlo a liberarsi dell’aria intestinale, poiché la suzione stimola la peristalsi intestinale;
prendi le gambine del neonato e falle aderire flettendole sulla sua pancina avanti e indietro in modo tale che la pressione leggera esercitata da questo movimento possa favorire l’espulsione dell’aria intestinale;
massaggiagli la pancina in modo circolare in senso orario (perché tale è la direzione di marcia dell’intestino): il massaggio aiuta a rilassare sia il bambino che la mamma, oltre a favorire il transito intestinale e l’uscita dell’aria in eccesso;
– se il bambino è allattato al seno, la mamma può provare ad eliminare le proteine del latte vaccino dalla propria alimentazione.