Balla e canta con noi!

Il modo più divertente per divertirsi in famiglia? Ballare e cantare tutti assieme

La musica fa bene, aiuta a rilassarsi e rende più intelligenti. Per i bambini, il canto e il ballo sono due attività del tutto naturali, oltre che divertentissime. E non serve iscriverli a un corso. In casa, in macchina, durante una festa con gli amichetti: si può cantare e ballare in qualsiasi situazione. E se mamma e papà si uniscono ai piccoli ballerini, il divertimento raddoppia!

LA MUSICA: UNA PASSIONE INNATA

La musica in gravidanza aiuta la mamma a rilassarsi. Ma fa bene anche al piccolo nel pancione! Alcuni studi dimostrano infatti che già dal sesto mese di attesa il feto è in grado di percepire i suoni e potrebbe persino ricordare le esperienze musicali vissute nell’utero.

Nei primi mesi di vita, il neonato è attratto dalla musica in maniera quasi ipnotica. Filastrocche e canzoncine lo aiutano a rilassarsi e ad addormentarsi, soprattutto se è la mamma che le canta.

Quando il bambino impara ad afferrare gli oggetti con le manine, i sonaglietti e i giocattoli sonori diventano i primi strumenti per fare musica.

Ancora qualche mese, e il piccolo inizierà a battere le manine e a ballare appena gli faremo ascoltare qualche motivetto.

La musica adatta ai bambini deve essere orecchiabile e di facile ascolto. I piccoli, infatti, sono attratti dai motivetti che presentano sequenze ripetitive perché li riescono a memorizzare più facilmente.

IL CANTO

La musica migliora l’umore e aiuta a rilassarsi. In più, secondo una ricerca canadese, fare musica renderebbe anche più intelligenti!

E qual è il modo più semplice per fare musica? Usare la nostra voce per cantare tutti assieme!
La voce della mamma riesce a comunicare emozioni al bambino con più facilità, poiché era già presente quando il piccolo era ancora nel pancione. Ma vale la pena di coinvolgere tutti i membri della famiglia nei momenti dedicati al canto, per condividere questi attimi di divertimento ed empatia.

Possiamo cantare durante la giornata, magari prima di andare a letto per rilassarci. Oppure possiamo inventare canzoncine per convincere i bambini a fare le cose più volentieri – mimando i gesti che loro dovranno fare, ad esempio per vestirsi o per lavarsi.

Il canto aiuta anche a far trascorrere più velocemente i momenti noiosi, come ad esempio un lungo viaggio in macchina.

IL BALLO

Per il bambino, il ballo è una reazione istintiva all’ascolto della musica. Già prima di iniziare a camminare, il nostro piccolo impara a battere le manine e a dondolarsi al ritmo delle canzoncine e dei motivetti che gli facciamo ascoltare.

Ballando, il piccolo impara a coordinarsi con lo spazio e con le persone, a tenere il ritmo e ad esprimersi liberamente dando sfogo alla propria creatività. Inoltre, imparare qualche piccola coreografia lo aiuterà a incrementare le sue capacità di memorizzazione.

In una festa che si rispetti, musica e balli non possono mancare: al compleanno di vostro figlio, o in qualsiasi pomeriggio trascorso con gli amichetti, basterà accendere lo stereo e lasciare che i bambini si scatenino sulle note delle canzoni preferite.

Un’idea per ballare e cantare con i vostri bambini? Il cofanetto Ritm&Bans, DVD più CD per imparare canzoni divertenti e ancor più divertenti coreografie da ballare in casa con mamma e papà o durante le feste con gli amichetti. Il DVD è realizzato dalla onlus Pepita, Cooperativa sociale che si dedica a progetti educativi e sociali, percorsi di formazione e attività di animazione presso oratori e scuole, e che si è occupata dell’animazione della 49° edizione dello Zecchino d’oro.

“Nickelback” is now a codeword for bland uninterestingness

NYTimes article about Rock Band contained the following gem when describing how they kept their online “Rock Band Network” project a secret:


Harmonix went to great lengths to keep its development secret, including giving it the unofficial in-house code name Rock Band: Nickelback, on the theory that the name of the quintessentially generic modern rock group would be enough to deflect all curiosity.”

Palm and Sprint should send me a free Pre

Palm and Sprint should combine to send me a free Pre. Because i’m some big hotshot? No, i’m just an ordinary dude. But i happen to be a an ordinary dude who has owned nearly about every Palm device since the original PDA. And i’ve also been on Sprint from 1998.

But now i’m just not that excited about the new Pre and thinking i might purchase a 3GS iPhone to accompany my blackberry. Doing so would (a) make it likely i never buy another Palm device and (b) migrate me from Sprint.
So if [my lifetime value to palm & sprint > the cost of a Pre] they should give me a device and tell me that it’s mine so long as i sign a two year contract. Instead they keep sending me opportunities to upgrade for $99, which isn’t moving me to action.
I bet neither Palm or Sprint has a system in place to make this sort of calculation. Also curious whether they are working together to identify the intersection of Palm loyalists and Sprint customers, since both of these companies are on the ropes, you imagine they’d want to get creative.
Customer analytics are increasingly sophisticated but still quite immature when you think about realtime optimization and pricing. Still lots of narrow-slicing left to do….

Protesi al seno: sicure, ma è giusto regolamentarle

E’ corretto vietare la mastoplastica additiva (aumento di seno) fino ai 18 anni?

E’ ancora aperto il dibattito sulla regolamentazione delle protesi mammarie in seguito alla proposta del Sottosegretario alla Salute di vietare la mastoplastica additiva (aumento di seno) fino ai 18 anni (salvo patologie o malformazioni) e istituire un apposito registro delle protesi (ma anche dei filler) in modo che vi possa essere una loro tracciabilità.

Ma perché questa necessità? Ci sono pericoli? No, per questo è importante non fare confusione.
La Sicpre – Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica – in accordo con la nuova regolamentazione e membro della Commissione incaricata di studiare il problema, teme che venga diffuso un messaggio equivoco di pericolosità. Ma non è  questo il motivo per cui le protesi mammarie devono essere regolamentate.

Il punto, infatti, non è la loro sicurezza, che è comprovata ampiamente, ma, da una parte il drammatico aumento della mastoplastica additiva nelle adolescenti per puri fini estetici (non patologici) e dall’altro il loro utilizzo ‘selvaggio’ da parte di non professionisti.
L’argomento è di grande attualità. Noi lo abbiamo approfondito con il professor Marco Klinger, docente dell’Università degli Studi di Milano e responsabile di Chirurgia Plastica II, e con il dottor Simone Grappolini, responsabile di Chirurgia Plastica I, entrambi in Humanitas.

Professor Klinger, conferma che le protesi mammarie non sono pericolose per la salute? Qual è lo scopo di vietare l’intervento di aumento del seno fino ai 18 anni?

"Le protesi mammarie non sono pericolose e questo è un dato largamente dimostrato. Per esempio, il rischio di problemi legati alla risposta immunitaria e alle malattie autoimmuni emerso negli anni ’90 è stato già ampiamente escluso dalla FDA negli USA. Anche un aumentato rischio di tumori della mammella in pazienti portatrici di protesi mammarie è stato escluso: l’ultimo studio del 2006, effettuato in Danimarca su 700 pazienti con protesi e 700 pazienti di controllo, ha rivelato un’aumentata incidenza in 10 anni nelle pazienti che non avevano protesi mammarie. E’ stato sollevato qualche dubbio circa le difficoltà diagnostiche alle indagini radiologiche dopo impianto di protesi mammarie, sebbene i sistemi moderni difficilmente incorrano in errori. Il timore, poi, che scoppino e il silicone si riversi nell’organismo come era successo in passato con le protesi di vecchia generazione, non può ripetersi.

La tecnologia ha, infatti, permesso lo sviluppo di impianti più sicuri come il silicone ad alta coesione di IV generazione. Inoltre, esistono varie tipologie di impianto come quelli testurizzati a superficie rugosa o quelli ricoperti in poliuretano, che diminuiscono le percentuali di formazione di contrattura capsulare.

Il motivo per cui è opportuno vietare l’intervento fino ai 18 anni, piuttosto, è legato alla maturità dell’adolescente. Il corpo, infatti, fino a quell’età può ancora modificarsi e svilupparsi raggiungendo in modo naturale l’ideale di seno auspicato. Inoltre, non vi è ancora la giusta maturità per decidere. La normativa, comunque, non vieta esplicitamente ed in modo assoluto l’impiego di protesi mammarie in pazienti al di sotto dei 18 anni, se necessario, su indicazione medica (per esempio in casi di gravi malformazioni)".

Dottor Grappolini, perché istituire un registro delle protesi e dei filler?
"L’obiettivo che si vuole perseguire con la regolamentazione delle protesi mammarie e dei filler istituendo un registro che, in un certo senso, ne consenta la tracciabilità, è la tutela e garanzia della sicurezza del paziente. Non, però, nel senso che questi impianti siano pericolosi, ma perché in questo modo possono essere utilizzati solo da chirurghi con formazione adeguata e in ambienti altrettanto adeguati".

A cura di Lucrezia Zaccaria
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