Chirurgia estetica

Tutti ne parlano, è invitata alle feste più esclusive. Le donne più belle non possono farne a meno, gli uomini più potenti la corteggiano (di nascosto): e dire che è nata da una salsiccia, e il suo nome, Clostridium botulinum, non suona certo molto rassicurante, anche perché si tratta a tutti gli effetti di un veleno.
Così questa tossina, nascondendosi dietro al più inoffensivo nickname di botox,viene invitata a party tenuti in suo onore, dove mischiata ai pasticcini crea bellezza e felicità, rendendo allegri e tondi occhi prima tristi e dalle palpebre cadenti e distendendo espressioni che sembravano irrimediabilmente corrucciate.
Insomma, il botox di questi tempi è magnificato quasi fosse un passepartout che apre le porte della perfezione: proprio in questi giorni il suo utilizzo nei ritocchi estetici sotto forma di punturine ha festeggiato i vent’anni nella cornice dell’esclusivo hotel Four Season di Milano.
Ma in tutti questi anni non sono mancati detrattori e pesanti critiche all’uso di questa sostanza. Qual è la verità? Il botulino è a tutti gli effetti un farmaco, che una volta iniettato provoca il rilassamento del muscolo: in campo estetico si usa per distendere le rughe di espressione e aprire lo sguardo. L’effetto è transitorio e dura fino a sei mesi. Trattandosi di un farmaco tuttavia, possono verificarsi effetti collaterali, in genere dovuti all’allargamento indesiderato dell’area di azione della sostanza. L’effetto più sgradito però è sicuramente dovuto a perversi complessi psicologici di inferiorità e insicurezza (ma anche esigenze di showbiz) che portano a un’esagerazione barocca degli effetti della tossina. Da qui ridicoli occhi spalancati e perennemente stupefatti e lineamenti del viso innaturalmente distesi su corpi di settantenni.
Ma ecco i consigli degli esperti, dedicati a chi proprio non può resistere alla tentazione della punturina: rivolgersi a medici specializzati (per evitare l’effetto "praticone" farsi mostrare lauree e diplomi specialistici e indagare), controllare e conservare l’etichetta della sostanza iniettata.
E soprattutto, diffidare da chirurghi frettolosi che eseguono interventi "prêt-à-porter".

Web@lfemminile

Un evento lungo un giorno sul sito webalfemminile.it con una 24 ore non stop dedicata all’universo femminile per dimostrare come la tecnologia possa essere straordinaria alleata delle donne, sia in ambito professionale che personale.

Moltissimi gli appuntamenti, a partire dalle 0:00 della giornata del 31 marzo, a cui prendono parte personaggi dello spettacolo, delle aziende, della pubblica amministrazione, dei media e i cittadini, chiamati a dare il proprio contributo sul tema del “gender gap”. Per orientarvi tra le tante interviste, pillole di star, approfondimenti con esperti, corsi di formazione e mostre ti segnaliamo:

– i canali tematici, per indagare i rapporti tra le donne e la tecnologia, l’economia, la bellezza, l’e-commerce, lo sport e il lavoro. Da non perdere, il canale aperto sulla Pubblica Amministrazione, che prevede l’incontro virtuale di chi – per esperienza – conosce i vantaggi che la tecnologia offre alle donne in questo settore.

– la Musica 2.0 e le donne, con 3 interviste/concerto alle 3 nuove proposte di Sanremo 2009: Simona Molinari, Chiara Canzian e Silvia Aprile.

– i Techno-talk, dibattiti dedicati alla declinazione del tema tecnologia con quello del lavoro (Come cavalcare l’onda della crisi), della famiglia (Mamme tecnologiche, famiglie digitali) e soprattttuo dell’amore: Dai cellulari ai social network, le nuove frontiere del corteggiamento, incontro a cui prenderà parte l’attore Pierfrancesco Favino.

Ogni videotalk sarà preceduto da una web sitcom di “f@f Five Friends“, interpretata da giovanissime attrici dai 9 ai 13 anni. In modo simpatico e divertente si conosceranno meglio le tecnologie mobili, il mondo del social networking, l’instant messaging e le potenzialità della rete. Ovviamente in chiave femminile.

Fuori salone. Tutti pronti alla settimana Milanese del design.

In occasione del Salone del Mobile 2009, manifestazione che da anni trasforma la città di Milano nel punto di ritrovo del vivace popolo di creativi, designer e architetti, Fhiaba rientra nel circuito del Fuorisalone esponendo la propria gamma di elementi per la conservazione di alimenti e vini pregiati presso lo showroom Arredamenti Stadio di Piazza Velasca.
L’esclusivo spazio di Arredamenti Stadio ospiterà i frigoriferi Fhiaba dal 15 aprile al 30 maggio: il primo appuntamento è per lunedì 20 con la presentazione in anteprima dedicata alla stampa, e successivamente con le Fhiaba Luxury Nights di giovedì 23 e di venerdì 24 aprile, dedicate ad architetti e rivenditori, durante le quali l’orario d’apertura sarà prolungato fino alle 22:00. Lo showroom Arredamenti Stadio rimarrà aperto con orario continuato dalle 10 alle 19 per tutta la durata del Salone del Mobile Con frigoriferi e cantine vino dalle performances elevate e dal design accattivante, Fhiaba risponde alle esigenze di un consumatore alla ricerca di un prodotto che superi gli standard tecnologici ed estetici, con infinite possibilità di personalizzazione di modelli, funzioni e capacità. Il progetto nasce dall’esigenza di voler utilizzare la tecnologia ed il background aziendale, orientato in un gioco di stili ed atmosfere che reinventano lo spazio con ironia; da questo presupposto cresce l’idea di realizzare un nuovo concept che vede la trasformazione del tavolo sulla base di aspetti emozionali e “funzionali”. Il tavolo IL CAPO diventa emblema e segno trasposto … individua il capotavola con ironia e gioco, definisce l’importanza di chi siede al cospetto degli altri commensali circondato da segni ricchi e superdecorati. Una seduta e le due gambe del tavolo realizzate con forme barocche e in color oro si trasformano in sedute e gambi minimali in colore bianco, per stabilire in maniera decisa e netta chi condurrà il “gioco”. Presentazione della nuova seduta Vegetal, disegnata da Ronan & Erwan Bouroullec per Vitra. 22-27 Aprile h. 10.00-22.00
Cocktail 22 Aprile h. 18.30-22.00, con la collaborazione tecnica di Miele.
Collezione Armani/Dada
Dalla partnership tra Armani e Dada: Bridge la prestigiosa proposta per l’ambiente cucina si presenta in una nuova veste.
22-27 Aprile h. 10.00-22.00
Cocktail 22 Aprile h. 18.30-22.00, con la collaborazione tecnica di Miele.
23 Aprile h. 18.30 ? 21.00 – by invitation only
Degustazione di Vini di Sicilia in collaborazione con Vini Corvo.
Citterio presenta le ultime novità dei sistemi di chiusura della serie Team, di cabine armadio della serie Trolly e di pannelli di separazione ambienti.
22-27 Aprile h. 10.00-22.00
Cocktail 22 Aprile h. 18.30-22.00, con la collaborazione tecnica di Miele. E’ in atto una piccola rivoluzione nel campo del wellness, che privilegia la valorizzazione del territorio e delle tradizioni locali da parte di un cliente/consumatore sempre più critico, curioso e consapevole. In occasione del Fuori Salone 2009 Salus Per Aquam, giunto alla quarta edizione e curato da sempre dallo Studio Asia dell’arch. Carla Baratelli in collaborazione con un team di medici ed esperti, propone un nuovo concetto di relax che valorizza la cultura dell’ambiente, riportando all’attenzione luoghi, dettagli e particolarità, spesso non molto valorizzati, del contesto in cui si vive: la "Spa Meneghina".
"Sino ad oggi, anche dal punto di vista progettuale, il benessere è stato sinonimo di atmosfere esotiche, prevalentemente orientali, capaci di evocare un senso di straniamento che allontanasse dalla quotidianità, ma ad alto rischio di omologazione del gusto. Globalizzazione a tutti i costi? No, grazie: oggi è il momento di connotare le spa nel contesto in cui sono ubicate. Città, campagne, luoghi di montagna o di mare" spiega l’architetto Baratelli. Ideato da Carlo Matthey, già promotore nel 2008 di Salus per Aquam ‐ format espositivo che ha riscosso ampio successo di pubblico e di critica ospitando oltre 90.000 visitatori ? SPADESIGN si propone di raccontare le emozioni che sono componente essenziale del "wellness" e lo fa attraverso 4 progetti tematici esclusivi realizzati da 4 architetti per favorire un pluralismo progettuale.
SPADESIGN invita a incontrare gli spazi dell’home wellness interpretati da firme prestigiose dell’architettura che sperimentano materiali unici e soluzioni cromatiche davvero originali.
Scopo del progetto è anticipare il trend del benessere nel privato, contribuendo allo sviluppo di un percorso culturale che promuova lo sviluppo di nuovi linguaggi e nuove capacità espressive che, oltre a stimolare la nostra vita, sono per essa fonte di gioia, piacere e benessere.
SPA DESIGN è uno scenario davvero senza precedenti, un nuovo mondo di benessere privato accessibile a tutti che trascende i concetti convenzionali di età, spazio e realtà. SHINTO, SETSU & SHINOBU ITO
Tavolo da pranzo allungabile con basi smontabili in vetro curvato da 12 mm o in metallo. Piano e prolunghe indipendenti in vetro temperato da 12 mm, sistema di allungamento per mezzo di una barra centrale in alluminio. Disponibile in tre dimensioni.
NEXT, ROBERTO & LUDOVICA PALOMBA
Collezione di tavoli bassi e di servizio con basi in vetro curvato da 12 mm saldate al piano in vetro da 12 mm.

Cinquantenni da amare o da gabbare

Alle donne mature piacciono gli uomini giovani, belli e esperti e perché no mascalzoni. Alcune se li prendono come mariti, vedi Demi Moore, 46 anni, sposata felicemente con Ashton Kutcher, 31 anni, altre li vogliono solo come amanti, da Madame Bovary a Madame BMW, con tutti i rischi del caso.
Emma (Bovary), dopo aver accumulato una serie di debiti, alla fine ci ha rimesso anche le penne, l’ereditiera Susanne Kattlen (BMW)  dopo essere stata sedotta dal gigolò Helg Sgarbi, soltanto 7 milioni di euro.
Ma poi, cosa ci rimettono realmente queste donne, bene bene non si sa. Certo la questione è dibattuta

Per i giovani seduttori, per i playboy o i gigolò conquistare una donna matura, ricca e popolare, magari sposata a un uomo d’affari è segno di successo, di carriera portata a termine. Più facoltose e attempate femmine si annoverano nel carnet, più arti e virtù segrete si dimostra di possedere.
Vuoi mettere la soddisfazione di farsi vedere in giro con un bell’esemplare del gentil sesso straripante potere e fascino?  Chiunque si girerà a guardare lo spavaldo truffatore, anche se non sarà bello come Richard Gere del film American gigolò.  

Per le signore attempate, le motivazioni sono svariate, l’età che avanza rende fragili, insicure e desiderose di conferme. Spesso i mariti ricchi e noiosi non hanno termpo per coccole e divertimenti. Soggiacere a un amante giovane, premuroso e pieno di vita appaga quel bisogno frustato di passione e romanticismo. Anche quì mostrare in giro il giovane amante, è segno di forza e gioventù, perché in certi ambienti, come quello di madame BMW, le donne dopo i 40 non sono più molto richieste (sostituite da veline e modelline).  Le trascurate stagionate, di conseguenza, sono facile preda di giovanotti squattrinati a caccia di notorietà.

La lista delle signore che prediligono i bei ragazzi è lunghissima da Halle Berry a Susan Sarandon da Madonna a Ivana Trump, a Gina Lollobrigida. Ma non solo a Hollywood, a volte basta sbirciare il pianerottolo del piano di sotto.

Infarto, non è vero che le donne rischiano meno

Si è sempre creduto che il cuore delle donne fosse più protetto dal rischio d’infarto di quello degli uomini grazie agli ormoni femminili prodotti durante l’età fertile. Oggi sappiamo che le donne sono meno colpite dalle malattie vascolari fino ai 50-55 anni, ma con l’arrivo della menopausa perdono questo vantaggio. Del cuore delle donne parla la dott.ssa Lidia Rota Vender, presidente di ALT – Associazione per la lotta alla Trombosi – e responsabile del Centro Trombosi di Humanitas.

A 50-55 anni, con la menopausa, cosa accade?
"Dopo la menopausa l’assetto degli ormoni femminile cambia e la probabilità delle donne di essere colpite da infarto, ictus e trombosi si avvicina a quella degli uomini di pari età. In effetti è confermato che le arterie e le vene di una donna si ammalano quanto e come quelle degli uomini: in Europa 55 donne su 100 muoiono per malattie vascolari (40 su 100 sono gli uomini). L’ictus è nell’uomo la terza causa di decesso, nella donna è la seconda e la terapia ormonale sostitutiva non protegge dal rischio di infarto, anzi, in alcuni casi addirittura aumenta il rischio di trombosi".

Quali sono i segnali di infarto?
"Una ricerca americana recente ha evidenziato che solo un adulto su tre sa riconoscere i segnali di infarto. Non solo dolore al petto, al braccio, fiato corto. Ma anche dolore al collo, alla mandibola o alla schiene, debolezza, testa confusa. Nella donna i sintomi di infarto sono più sfumati, meno clamorosi. Il rischio d’infarto in una donna è spesso sottovalutato e questo può comportare un ritardo nella diagnosi e nella cura, legato alla diffusa ed errata convinzione che queste malattie siano nelle donne meno probabili. Il tempo è cuore, dicono i cardiologi: quanto più rapidamente si riconoscono i sintomi, tanto più in fretta si può iniziare la cura".

Quindi è la menopausa la causa dell’aumentato rischio per le donne?
"Non esattamente, e non solo. Le caratteristiche biologiche e fisiologiche delle donne sono diverse da quelle degli uomini: il cuore delle donne è più piccolo, le loro coronarie sono più piccole, si ammalano in modo più subdolo e i farmaci che prevengono le malattie vascolari nei maschi non sono altrettanto efficaci nelle donne. Inoltre negli ultimi decenni le donne hanno acquisito pericolose abitudini maschili, ad esempio il fumo. Inoltre, credendo di essere in qualche modo protette dalla malattie vascolari, le donne spesso si trascurano, fanno poca attività fisica, non controllano il livello di colesterolo nel sangue (sono 40 su 100 le donne oltre i 55 anni che hanno il colesterolo elevato) né della pressione sanguigna (oltre i 45 anni solo la metà della donne ha una pressione accettabile), scoprono tardi di avere il diabete e sono troppo spesso soprappeso.
La quantità di grasso è correlata a un aumento del rischio vascolare, ma anche la sua distribuzione sembra essere determinante: una donna può avere una silhouette maschile a ‘mela’, con il grasso concentrato sull’addome e sul giro vita, oppure a ‘pera’, con il grasso concentrato soprattutto sulle cosce. La distribuzione del grasso sull’addome si correla con un aumentato rischio di infarto. Le donne a mela sono quelle che rischiano di più e dopo la menopausa il controllo del peso è più difficile. Certo è che il rischio è sempre minore quando si è in forma, né a ‘mela’ né a ‘pera’ quindi. Indipendentemente dall’altezza, il girovita di una donna non dovrebbe superare gli 80 centimetri.

A cura di Elena Villa
Per saperne di più, visita Humanitasalute
 

La moda del Sessantotto

Sessantotto, tempo di rivoluzione e di sguardi visionari i sul futuro, anche per quanto riguarda la moda. Eppure, a differenza di molti ideali utopici nati in quel periodo, lo stile nato in questo periodo andrà lontano e si proietterà nei tempi a venire, non senza lasciar trapelare un pizzico di nostalgia per quegli anni magici.

Dalla minigonna allo stile hippy, dalle frange al metal look: molte delle tendenze che da anni vanno per la maggiore sulle passerelle di tutto il mondo sono nate proprio nel periodo intorno al 1968.
I divi del rock e le icone del cinema dettano le leggi della moda, mentre i giovani che in quegli anni invadono le strade le interpretano secondo il loro gusto personale. Sono questi ultimi i veri trendsetter dell’epoca: da allora gli stilisti dovranno ispirarsi allo streetstyle per le loro nuove collezioni.

Hippie look
Capelli lunghi e gonnellone, jeans e camicie a fiori: lo stile della (contro)cultura hippie era molto vario e veniva interpretato dai singoli a seconda del capriccio del momento.
Rifiutando l’establishment dell’industria della moda, gli hippies alla fine degli Anni Sessanta diventarono i veri trendsetter imponendo i propri canoni, a loro volta influenzati e contaminati dal mondo del rock, del cinema, e dalla scoperta di culture di Paesi lontani, che allora cominciavano a diventare meta di frequenti viaggi.

A-skirt
La forma ad "A" delle gonne è uno dei must dello stile classico nei Sixties. Le forme geometriche sono tra le caratteristiche del taglio degli abiti dello stilista francese André Courrèges, che contende a Mary Quant il merito dell’invenzione della minigonna. Questa forma venne lanciata negli anni Cinquanta da Christian Dior e rivisitata fino ai nostri giorni da vari stilisti: uno tra tutti, Karl Lagerfeld per Chanel.

Frange
Legate nell’immaginario alla popolazione dei Pellerossa, vennero adottate nell’abbigliamento dei seguaci della controcultura degli Anni Sessanta in segno di simpatia per la causa del popolo oppresso dei Nativi Americani. Questo elemento divenne popolare soprattutto grazie al film "Easy Rider" del 1969.

Minigonna
Nel 1965, quando sfilò per la prima volta nella collezione di André Courrèges, venne accolta dal silenzio stupefatto del pubblico presente nella sala, anche se non ci volle molto perché molte donne adottassero entusiaste questo nuovo capo, che diventerà tra i preferiti del loro guardaroba. Quasi contemporaneamente, a Londra, Mary Quant lanciò il suo modello di mini, più attillata rispetto alla versione francese. Entrambi abbinarono la mini a stivali bianchi e disegni geometrici.
La mini venne consacrata definitivamente dall’attrice Brigitte Bardot e dalla modella Twiggy, icone incontrastate di quel periodo.  >>continua a leggere

Optical
I motivi più o meno geometrici ispirati alla psichedelia andavano per la maggiore in tempi in cui molti ricercavano esperienze alternative di percezione, ricerca che si rifletteva nella moda e nelle arti visive.

Pantaloni a zampa d’elefante
La loro forma ha origini antiche ed era caratteristica delle uniformi dei marinai, che avevano necessità di arrotolare sulle ginocchia i pantaloni quando spazzavano il ponte, o di proteggere gli stivali dalle intemperie.
I giovani degli anni Sessanta che rifiutavano i brand della moda ricorrevano per gli acquisti di abbigliamento al mercato dell’usato, militare e non: fu così che i pantaloni a zampa diventarono popolari, fino a essere identificati tra i simboli degli anni Settanta.

Space look
Siamo ai tempi di "2001 Odissea nello Spazio", "Barbarella" e dell’allunaggio dell’Apollo 11Paco Rabanne e Pierre Cardin furono i pionieri dello stile spaziale: i vestiti di metallo futuristici di Rabanne, confezionati con ganci, occhielli e pinze al posto di ago e filo, vestirono le eroine 007 di quegli anni. Le placche di metallo e plastica volevano testimoniare una nuova e irraggiungibile femminilità.

Righe a tutto colore
Le righe in technicolor: un elemento di rottura contro la moda precostituita e bon ton. Righe multicolori comparvero indifferentemente sugli abiti di donne e uomini.

Tie-dye
La tecnica "annoda e tingi", originaria di Indonesia, India, Giappone e altre culture esotiche, fu molto popolare negli USA tra gli oppositori della guerra nel Vietnam e tra gli hippie, che al contrario dei conservatori davano valore alla semplicità e ai metodi artigianali tradizionali. L’effetto veniva raggiunto annodando un tessuto che veniva successivamente immerso nella tintura. I principali testimonial del tie-dye furono Jimi Hendrix, Janis Joplin e i Grateful Dead.