La taglia di un reggiseno

Nato dall’esigenza di sostenere il seno, questo indumento intimo, nel tempo si è trasformato sempre più in un accessorio di moda nonché in uno dei principali strumenti di seduzione femminile, visto che riesce a enfatizzare e valorizzare una zona delle zone più ammirate dal pubblico maschile, ovvero il décolleté. In realtà, il 70% delle donne non sa precisamente quale sia la sua taglia di reggiseno con il risultato che vive con fastidio il fatto di esser costretta a indossare questo capo tutto il giorno. Proprio alla luce di questa evidenza, c’è chi ha ritenuto opportuno lanciare una campagna di sensibilizzazione per riuscire a orientare le inconsapevoli acquirenti verso scelte più confortevoli.
Il punto è che la taglia di un reggiseno si ricava dall’incrocio di due misure: quella della circonferenza del torace, presa sotto al seno, e quella della coppa, presa esattamente nel punto più largo del petto, ovvero altezza capezzoli. Solo una volta determinati questi due parametri magici, saremo in grado di trovare quel numero e quella lettera che ci permetteranno di arrivare a fine giornata un pò più rilassate. Sotto una tabella di esempio su cui inziare a orientarsi. Si tratta di quella utilizzata da Lovable, ma tra case produttrici non ci sono molte differenze, quanto meno in termini di centimetri.

Giro sotto seno

Taglia

Italiana

Taglia inglese

Coppa

A

Coppa

B

Coppa

C

Coppa

D

Coppa

E

63/67

1

30

77/79

79/81

81/83

83/85

85/87

68/72

2

32

82/84

84/86

86/88

88/90

90/92

73/77

3

34

87/89

89/91

91/93

93/95

95/97

78/83

4

36

92/94

94/96

96/98

98/100

100/102

83/87

5

38

97/99

99/101

101/103

103/105

105/107

La prima visita di controllo

È appena nato, è a casa solo da qualche giorno eppure già necessita di una visita pediatrica. Si tratta, in realtà, di un semplice controllo sullo stato di salute del neonato che ha, più che altro, la funzione di tranquillizzare i genitori sul loro operato chiarendo eventuali dubbi e rispondendo alle loro domande e richieste. Non una visita vera e propria, quindi, ma un’occasione per mamma e papà di verificare che tutto proceda per il meglio e non ci siano problemi.

Questi incontri, presso la struttura ospedaliera in cui il bimbo è nato o privatamente presso uno studio specialistico, vengono generalmente fissati a due settimana dalla nascita del bambino e sono strutturati in due fasi: un colloquio, durante il quale il medico parla con mamma e papà facendo il punto della situazione, e la visita che prevede una serie di indagini per accertarsi del buono stato fisico del piccolo.

La visita
Il peso è, probabilmente, il parametro più importante di cui il medico prende nota in quanto indica la corretta alimentazione del bambino e il fatto che questi stia crescendo bene secondo quelli che sono i valori fissati dalle tabelle dei percentili.
Normalmente, dopo il calo fisiologico che avviene nei due o tre giorni successivi alla nascita ed è pari a circa il 10% del peso totale del piccino, il bimbo dovrebbe aumentare di 25-30 grammi al giorno (150-210 grammi alla settimana).
La lunghezza è un dato secondario durante le prime visite del neonato da una parte perché non indicativa dello stato di salute del bambino, dall’altra perché soggetta a errori di misurazione. In ogni caso, dopo 3 mesi il piccolo dovrebbe aumentare di circa 5 centimetri.

Durante i primi controlli il pediatra prende nota della misura della circonferenza della testa che permette di verificare la velocità di crescita del cranio e, almeno in parte, lo sviluppo del cervello. Questo dato, però, aldilà di quelli che sono i valori fissati dalle tabelle, dipende anche dal peso e dalla lunghezza del bimbo.

Un altro controllo fondamentale nel corso delle prime visite è relativo all’anca in quanto non è rara, al momento della nascita, una fuoriuscita del femore dalla sua sede naturale. Per effettuare questo tipo di controllo, il pediatra esegue la cosiddetta manovra Ortolani che consiste nell’afferrare la gambina del neonato, fletterla e portarla verso l’esterno. Entro il primo trimestre, comunque, tutti i bambini vengono sottoposti a un’ecografia all’anca.

Si chiamano fontanelle le zone di incontro tra le ossa del cranio che tendono a saldarsi intorno ai due anni per consentire, nel frattempo, la crescita del cervello. Durante la visita, il pediatra controlla che sia tutto a posto e che queste non siano eccessivamente tese o infossate.

Di routine anche il controllo del cordone ombelicale che, normalmente, si secca e si stacca entro due o tre settimane dalla nascita. Il pediatra si accerta in pratica che le medicazioni vengano effettuate correttamente e che non ci siano infezioni in corso.

Molto importante durante la prima visita il controllo neuromotorio del bambino che, posto in determinate posizioni, deve essere in grado di muovere agevolmente la testa, le gambe e le braccia.

Sempre in questa sede vengono esclusi eventuali problemi di vista e udito, attraverso una serie di test che consentono di accertare il buon funzionamento dell’apparato sensoriale.

A poche ore dal parto

La nascita rappresenta l’evento più significativo e sconvolgente per qualsiasi essere umano, sebbene nessuno ne abbia effettivamente un ricordo preciso: il bambino appena venuto al mondo, infatti, deve adattarsi a condizioni di vita completamente diverse rispetto a quelle dell’utero materno.
Ecco perché le ore successive al parto sono particolarmente importanti per aiutare il neonato in questo delicato percorso di adattamento.

Classificazione in base all’età gestionale, al peso e alla lunghezza
A seconda della durata della gravidanza, un neonato può essere a termine (se nasce tra la 38° e la 40° settimana di gestazione), pre-termine (se nasce prima della 38° settimana), post-termine (se nasce tra la 40° e la 42° settimana).

Ovviamente, il peso alla nascita differirà in base al tempo trascorso dal bimbo nell’utero materno e verrà definito appropriato o meno in base all’età di gestazione del piccino. Generalmente, però, vengono definiti immaturi o prematuri tutti i bambini che al momento della nascita hanno un peso inferiore ai 2,5kg (è chiaro che un settimino che pesa meno di 2,5 kg desta minor preoccupazione di un neonato a termine con il medesimo peso dal momento che il primo avrebbe potuto probabilmente continuare a crescere se fosse rimasto nella pancia della mamma per tutto il tempo necessario; l’altro, invece, non ha raggiunto un peso adeguato pur rimanendo nell’utero fino al completamento della gravidanza).

Per ciò che concerne la lunghezza, invece, i maschietti risultano essere più lunghi delle femminucce e hanno una lunghezza che si aggira mediamente intorno ai 50 cm (contro i 48 delle bambine). La circonferenza del cranio è di 34-35 cm ed è superiore rispetto a quella del torace (e questo per tutti i primi mesi di vita del bambino fino a quando la tendenza si inverte).

L’indice di Apgar
Si tratta di una specie di voto dato al bambino assegnatogli dopo uno e dopo cinque minuti dal parto. I parametri che vengono presi in esame sono il battito cardiaco (un bimbo in buona salute ha le pulsazioni superiori a 100 battiti al minuto), il respiro (respira senza difficoltà), il tono muscolare (gambe e braccia sono retratti e si muovono bene opponendo una certa resistenza), i riflessi (piange e urla fragorosamente) e il colore della pelle (ha un colorito roseo in viso e nel resto del corpo).
A ogni parametro viene, quindi, assegnato un punteggio che va da 2 a 0 ed è considerato in buona salute un bambino che ottiene un punteggio variabile tra 7 e 10.

Mecomio
Le prime evacuazioni del neonato (di solito a un giorno dal parto anche se possono verificarsi prima, già dopo qualche ora dalla nascita) non sono di origine fecale e vengono chiamate meconio. Si tratta di una sostanza verdastra, piuttosto vischiosa e inodore costituita da secrezioni prodotte dall’intestino durante la vita fecale, bile…
Normalmente, durano fino al terzo/quarto giorno di vita del bambino e si trasformano, poi, in feci di passaggio e, infine, in feci normali.

La quantità e il colore delle feci di un neonato varia a seconda dei casi ed è in parte condizionata dal tipo di alimentazione (naturale o no) cui è sottoposto il piccolo. I neonati allattati al seno, per esempio, presenteranno feci molli, di un vivo colore giallastro, punteggiate da grumi bianchi. Per i piccini allattati artificialmente, invece, le feci saranno più dure e di un colore giallo meno intenso.

Calo fisiologico
Si verifica dopo qualche giorno dal parto e dipende dal fatto che, nel suo processo di adattamento alla vita extra-uterina, il neonato tenda a mangiare meno (anche perché di solito la mamma è in grado di allattarlo solo dopo qualche ora durante la quale il piccolo consuma senza ingerire nulla), emette il meconio che ha un peso di 70/90 gr, gli viene tolta la vernice caseosa che lo ricopriva nella sua vita all’interno dell’utero.
Il calo, che è normale e riguarda tutti i bambini appena nati, si aggira intorno al 5/10% e tende a essere recuperato a partire dal 10° giorno di vita.

Lo stile Sienna Miller

Dopo Madonna, Kate Moss e Jennifer Lopez, anche l’attrice Sienna Miller decide di lanciarsi nel mondo della moda e propone addirittura una linea (quasi) tutta sua. Con la sorella, la stilista Savannah, da qualche stagione presenta una collezione di abiti e accessori con marchio Twenty8Twelve.

Lo stile di Sienna, che è quello a cui si ispira la collezione, è interessante per chi ama lo streetstyle. L’attrice sembra sempre vestita in modo casuale, con strati sovrapposti e accessori non sempre assortiti per colore e stile. Ma non lasciatevi trarre in inganno: ogni particolare, dal cappello allo sciarpone, dallo stivaletto all’occhiale, è studiatissimo. Il fisico l’aiuta a non sbagliare mai, anche quando – qualche volta – azzarda un po’ troppo con le lunghezze e le scollature sulla schiena. Gambe sempre in primo piano, piede pressoché nudo quando si può e incursioni frequenti nell’armadio della madre sono i suoi marchi.

A metà tra Brigitte Bardot e Kate Moss, Sienna è un’attrice senza infamia e senza lode. La notorietà se l’è conquistata soprattutto a suon di fidanzati famosi (da Jude Law al miliardario Balthazar Getty) e di paparazzate per strada, che immortalano il suo stile ormai imitatissimo. Forse davvero che per Sienna il futuro sia destinato a sfilare più sulle passerelle che sul grande schermo?

Poetiche armonie. Il design romantico.

Nulla si crea e nulla si distrugge. Il nuovo si reinventa, guardando indietro a volte, ed il classico guarda al moderno.
Il futuro guarda al passato per reinventare una nuova classicità, spesso grazie ad un designer capace di nuove interpretazioni degli stili classici e un produttore attento a recepire il valore dei progetti. Se le soluzioni compositive realizzate con gli elementi di queste collezioni creano ambienti eleganti e fastosi, la ricchezza stilistica anche di un solo pezzo lo rende protagonista in ogni contesto. L’elemento tessile riveste una grande importanza nelle tre collezioni: la scelta del rivestimento utilizza tessuti esclusivi di estrema raffinatezza negli accostamenti cromatici, nei decori e nella qualità del tocco sartoriale che mette in evidenza i dettagli esecutivi di ogni singolo pezzo. Un letto elegante dove riposare e sognare. Glamour, ricercato ed essenziale, identifica perfettamente lo spirito di versatilità e di creatività di tutte le proposte CIACCI. Il letto è realizzato interamente in ferro decorato a mano ed è proposto nella nuova finitura bianco antico o nella preziosa finitura a foglia argento vivo.
Ciacci, azienda marchigiana nata nel 1965, è oggi un punto di riferimento nel settore dell’arredamento e nella produzione in ferro battuto, dove coniuga la maestria del lavoro artigianale e la cura del particolare. Le collezioni Ciacci nascono dal sapiente utilizzo delle tecniche di lavorazione del ferro ed offrono una gamma completa di prodotti per la zona notte, dai letti ai comodini, dai coordinati alle lampade e per le altre stanze tanti complementi d’arredo. Investimenti in nuove tecnologie, originalità dei progetti e qualità dei materiali rendono Ciacci un marchio solido all’avanguardia che realizza prodotti di grande valore destinati a diventare oggetti senza tempo. I prodotti Cantori si sviluppano in una serie di temi e di proposte coordinate che compongono un paesaggio domestico di ineffabile grazia, che sembra rimandare allo stesso paesaggio delle Marche, una regione italiana e mediterranea tutta di luci e colori, di borghi, architetture ed opere d’arte mondialmente celebrate.
La qualità è la prima ragione del successo dell’azienda, fin dagli esordi; ad esempio, il tradizionale utilizzo del ferro pieno, caratteristica di molti prodotti Cantori, e la saldatura "a ferro", garantiscono eccezionale solidità e durata illimitata ai prodotti realizzati con questo materiale. Degne di nota le finiture a quattro strati che garantiscono l’inalterabilità dei materiali e dei colori, o la finitura a cera, un’esclusività Cantori, che rende il prodotto piacevole al tatto e gradevole esteticamente; inoltre, queste finiture facilitano la pulizia e l’igiene perché non trattengono la polvere. La linea è composta da tavolo rotondo allungabile e tavolinetto; sedie con 2 tipi di schienale: in canna di bambù intrecciata o in legno stampato; credenza con e senza alzata; poltrona e divano. Prodotti in Italia e su disegni esclusivi Unopiù, tutti i mobili della linea Interior sono lavorati artigianalmente e realizzati, secondo la tradizione, con essenze di faggio, tiglio e pioppo. Ma è la loro pregiata finitura a renderli unici. Infatti, per ciascun mobile, servono fino a 7 passate date a mano con il pennello una dopo l’altra: dalla prima, che dona morbidezza, a quelle che servono per verniciare e rifinire, a completare con un’ultima passata di cera protettiva.
Nate per dare seguito ad anni di numerose richieste e di preziosi suggerimenti dei clienti più affezionati che desideravano arredare la loro casa con un arredamento di pregio e di qualità dallo stile Unopiù, le linee Interior di Unopiù hanno riscosso un grande successo ed ora hanno dato vita ad una vera e propria Collezione per interni. Nel riprodurre mobili d’epoca, il Gruppo Faber mobili si prefigge come primo scopo la qualità, mantenendo intatta la coerenza stilistica grazie ad una approfondita ricerca storica. L’utilizzo di strumenti informatici permette di raggiungere una flessibilità e dinamicità atte a rispondere in modo adeguato alle moderne esigenze. Una valida ricerca tecnica sperimenta nuovi brevetti, nuovi materiali ecologici interamente atossici, in completa sintonia con la natura.
I mobili d’arte del Gruppo Faber mobili sono perciò il risultato di una doppia ricerca estetica e costruttiva, che abbina alle esigenze dell’epoca moderna la coerenza stilistica del passato.
Tecnicamente la tradizione viene rispettata assemblando i pezzi con incastri, giunzioni e cavicchioli in legno che permettono al legno di “muoversi” senza creare spaccature, con finiture di alto livello quali: dettagli decorativi in legno intarsiato o intagliato artigianalmente; decorazioni dipinte a mano; laccature a poro aperto e lucidature effettuate tramite terre rare (all’acqua, atossiche), a cera d’api e/o gomma lacca.
Il Gruppo Faber non solo offre ai suoi Clienti un mobile in legno massiccio, ma anche una garanzia di qualità certificata, che fa di questo oggetto un tassello di storia. Già nel nome, Modà evoca un ambiente che sa di fashion ed esprime un concetto ben preciso di lifestyle, tra il luxury ed il classico. In ogni caso originale. I prodotti Modà sono spesso precursori di tendenze che hanno sbocco spesso all’estero ma anche in Italia.
Si tratta di oggetti di elevata qualità costruttiva, emanazioni di quella Brianza dalla quale nascono. I decori sembrano rubati alla natura e le forme suggestive ispirate alla tradizione classica sono lavorate a mano in finitura foglia oro o argento.