Twisted and Wonderful

My Nature Documentary by Jack Handey (via New Yorker). A must read if you have a bizarre sense of humor. Here’s a taste:

“Show monkey in a tree. Narrator says, “The monkey, proud and smart, in his native habitat. But one thing he does not have . . .” Show a giraffe. “. . . is a long neck, like the giraffe. Which is why nature has allowed them to combine forces.” Show monkey on giraffe’s neck. (Note: Monkey may have to be tied on.)……”

La bellezza? Non sempre è perfezione

I fotografi di moda intervistati da Abc News: la bellezza del viso dipende dalla personalità più che da proporzioni perfette e simmetria delle forme.

Quali caratteristiche deve avere un viso per essere definito "bello"? La questione, che risale alla notte dei tempi ed è stata dibattuta per secoli da pensatori più o meno saggi, recentemente è stata posta a chi di questi tempi dovrebbe intendersene.

Chi infatti più dei fotografi di moda ha l’occasione di avere contatti ravvicinati con ciò che oggi viene considerata la quintessenza della bellezza, che sia una inarrivabile top model o una star del cinema impegnata in una campagna pubblicitaria? Le risposte tuttavia hanno riservato qualche sorpresa.

E’ il viso della  cinquantenne Michelle Pfeiffer, ad esempio, a ricorrere nelle risposte dei fotografi come icona di bellezza e perfezione, in barba a tutte le giovani e rampanti promesse del mondo del cinema che tanto si danno da fare per apparire attraenti. Perché certo, la simmetria e la regolarità dei tratti contano, ma è la personalità a fare veramente la differenza. Come quella di Marilyn Monroe, che contribuì a creare il mito ben più della sua bellezza. E sono ancora le labbra della Pfeiffer, insieme a quelle della ultrasessantenne Debbie Harry, a conquistare la prima posizione in classifica a detta di uno degli interpellati. La bellezza canonica, perfettamente simmetrica? E’ out: meglio l’imperfezione di Mary Louise Parker e Gwyneth Paltrow, che colpisce grazie a quel non so che di insolito.

Insomma, il corpo umano non è un blocco di pietra inanimata, la cui bellezza può essere matematicamente determinata dalla “divina proporzione”. Molti chirurghi plastici vorrebbero trovare la formula della perfezione, ma la verità e che questa, se esiste, dev’essere trovata in qualcosa che poco ha a che fare con l’esteriorità. (eligal)

Books of Summer

Just got back from a week in French Polynesia for my first real vacation since May 2004 honeymoon. The momentum to finally take a break was not so much from needing time off (although it was nice) but hitting against Google’s 30-days banked vacation limit. Turns out that I don’t mind not TAKING vacation but i have big issues with not ACCRUING it. Oh, and it was fun to have days where I spend more than 30 minutes with my wife.

Despite my dismissive stance towards unplugging, there are a few rituals that I do maintain. At the top of the list is book reading, an activity that I abstain from anywhere but airplanes and vacation. 95% of the year I’m reading blogs, newspapers and magazines because of the short-attention span theater i have most days. I just can’t resort to that “one chapter a night” type of consumption which seems to allow others to more easily integrate books into their everyday lives. I need to jump in and consume – really pay attention by having multiple hours to read – and then to finish within a matter of days. The book needs to envelop me.

And here are the four from this week:

1) Gunshots In My Cook-Up (Selwyn Seyfu Hinds)
> Collection of stories documenting the author’s love of, and involvement with, hip-hop culture from his upbringing in Brooklyn through to his days at The Source. Doesn’t really hold together an a narrative – more a collection of experiences – which the author admits in the forward.

Does make me really want to meet Russell Simmons though who seems like an understated but confident man. In Russell’s words via Seyfu’s retelling:

“This is something David Geffen told me. He said, ‘You’ve got to walk along and keep your eyes very close to thr ground. Always looking. Then you’ll stumble across someone who can take you and the success you think you have to a completely different level.’ That’s all I do Selwyn, I look for those people”

2) Feeding a Yen (Calvin Trillin)
> No one blends food, family and friendship together in a way that resonates with me more than Calvin Trillin. Here he celebrates local food in ~20 essays, many from New Yorker and Gourmet magazine.

3) The Yiddish Policemen’s Union (Michael Chabon)
> I’m a very very discerning fiction reader because i can tolerate poor writing in an essay but never in a novel. New authors take multiple independent recommendations to counter my reluctance. Chabon has a lifetime exemption with me because Kavalier and Clay is so frickin’ good. YPU was definitely enjoyable but a 9.0 to the perfect 10 of K&C.

4) Ponzi’s Scheme (Mitchell Zuckoff)
> How one man’s love of money and his mother’s approval resulted in an amazing confidence game played out before public eyes. It was delusion mixed with greed. And one wonders how many people are driven by this plus need for maternal praise.

Moda da star

Quando le grandi firme della moda vestono i Vip. Armani e Versace, Roberto Cavalli e Prada, Dior e Chanel vestono star e top model in occasione degli eventi più esclusivi ed eleganti.

Dalle passerelle ai red carpet: nei mesi scorsi attrici e top model hanno indossato gli abiti che abbiamo visto sfilare a Parigi, Milano e New York.

Come la bellissima e solare Bond girl Eva Green, che ha scelto il japan style della collezione primavera-estate 2007 di Dior by Galliano, o la raffinata Natalie Portman che, previdente, ha sfoggiato un abito Prada della collezione autunno-inverno 2007-2008.

Zhang Ziyi, nuova stella d’Oriente, e Kate Hudson hanno puntato sul classico con uno Chanel black & white e Kate Blanchett, svestiti i panni della “turista per caso” accanto a Brad Pitt, ha indossato un abito di Giorgio Armani ricamato di preziose perline.

Piacciono alle star gli abiti da sirena gran soirée di Versace e i ricercati e candidi Armani Privé e Giorgio Armani, le ruches di Moschino e il crochet fatto a mano di Alberta Ferretti. Tra i colori spopolano l’argento, il bianco e, novità di quest’anno, il verde.

Case d’artista

Da New York a Parigi alla Costa Azzurra case di artisti, critici d’arte e galleristi ritratte in foto d’autore che ne svelano il fascino unico

Uno sguardo insolito sulle case di artisti e di persone che gravitano intorno al mondo dell’arte, come galleristi e collezionisti, in varie parti del mondo.

Ritratte dal fotografo Renzo Chiesa con la collaborazione della stylist Ulrike Natus, le case degli artisti  rispecchiano l’anima dei proprietari più di altre. Gli artisti insomma in questo campo possono essere considerati vip d’eccezione, dal momento che fanno dell’estetica e dello stile la loro ragion d’essere, peculiarità che si riflette visibilmente nel design degli ambienti che abitano. Spazi dove gli artisti distribuiscono le opere d’arte più amate, con esiti affascinanti e di particolare effetto.

Abbiamo dunque la casa di Botero a Pietrasanta, con la camera dove due sue opere si ergono imperiose ai bordi del letto, e quella del critico d’arte Flavio Caroli a Caruberto. Un “falso d’autore” ricercato e perseguito: anticamente appartenuta all’artista cinquecentesca Sofonisba Anguissola, di cui Caroli si è occupato a lungo e con passione, la casa è stata totalmente arredata e decorata dal critico d’arte secondo rigorosi modelli stilistici  cinquecenteschi.

E poi, tra gli altri,  l’appartamento del gallerista  Stefano Contini a Venezia, del quale vediamo un angolo incentrato sulla ricorrenza cromatica del blu, e quellodi Bernard Venet a New York, dove scopriamo una soluzione veramente originale per disporre sul muro alcuni piccoli quadri.
Idee preziose e raffinate a cui, perché no, tutti possono ispirarsi.