La bellezza? Non sempre è perfezione

Quali caratteristiche deve avere un viso per essere definito "bello"? La questione, che risale alla notte dei tempi ed è stata dibattuta per secoli da pensatori più o meno saggi, recentemente è stata posta a chi di questi tempi dovrebbe intendersene.

Chi infatti più dei fotografi di moda ha l’occasione di avere contatti ravvicinati con ciò che oggi viene considerata la quintessenza della bellezza, che sia una inarrivabile top model o una star del cinema impegnata in una campagna pubblicitaria? Le risposte tuttavia hanno riservato qualche sorpresa.

E’ il viso della  cinquantenne Michelle Pfeiffer, ad esempio, a ricorrere nelle risposte dei fotografi come icona di bellezza e perfezione, in barba a tutte le giovani e rampanti promesse del mondo del cinema che tanto si danno da fare per apparire attraenti. Perché certo, la simmetria e la regolarità dei tratti contano, ma è la personalità a fare veramente la differenza. Come quella di Marilyn Monroe, che contribuì a creare il mito ben più della sua bellezza. E sono ancora le labbra della Pfeiffer, insieme a quelle della ultrasessantenne Debbie Harry, a conquistare la prima posizione in classifica a detta di uno degli interpellati. La bellezza canonica, perfettamente simmetrica? E’ out: meglio l’imperfezione di Mary Louise Parker e Gwyneth Paltrow, che colpisce grazie a quel non so che di insolito.

Insomma, il corpo umano non è un blocco di pietra inanimata, la cui bellezza può essere matematicamente determinata dalla “divina proporzione”. Molti chirurghi plastici vorrebbero trovare la formula della perfezione, ma la verità e che questa, se esiste, dev’essere trovata in qualcosa che poco ha a che fare con l’esteriorità. (eligal)

Moda da star

Dalle passerelle ai red carpet: nei mesi scorsi attrici e top model hanno indossato gli abiti che abbiamo visto sfilare a Parigi, Milano e New York.

Come la bellissima e solare Bond girl Eva Green, che ha scelto il japan style della collezione primavera-estate 2007 di Dior by Galliano, o la raffinata Natalie Portman che, previdente, ha sfoggiato un abito Prada della collezione autunno-inverno 2007-2008.

Zhang Ziyi, nuova stella d’Oriente, e Kate Hudson hanno puntato sul classico con uno Chanel black & white e Kate Blanchett, svestiti i panni della “turista per caso” accanto a Brad Pitt, ha indossato un abito di Giorgio Armani ricamato di preziose perline.

Piacciono alle star gli abiti da sirena gran soirée di Versace e i ricercati e candidi Armani Privé e Giorgio Armani, le ruches di Moschino e il crochet fatto a mano di Alberta Ferretti. Tra i colori spopolano l’argento, il bianco e, novità di quest’anno, il verde.

Case d’artista

Uno sguardo insolito sulle case di artisti e di persone che gravitano intorno al mondo dell’arte, come galleristi e collezionisti, in varie parti del mondo.

Ritratte dal fotografo Renzo Chiesa con la collaborazione della stylist Ulrike Natus, le case degli artisti  rispecchiano l’anima dei proprietari più di altre. Gli artisti insomma in questo campo possono essere considerati vip d’eccezione, dal momento che fanno dell’estetica e dello stile la loro ragion d’essere, peculiarità che si riflette visibilmente nel design degli ambienti che abitano. Spazi dove gli artisti distribuiscono le opere d’arte più amate, con esiti affascinanti e di particolare effetto.

Abbiamo dunque la casa di Botero a Pietrasanta, con la camera dove due sue opere si ergono imperiose ai bordi del letto, e quella del critico d’arte Flavio Caroli a Caruberto. Un “falso d’autore” ricercato e perseguito: anticamente appartenuta all’artista cinquecentesca Sofonisba Anguissola, di cui Caroli si è occupato a lungo e con passione, la casa è stata totalmente arredata e decorata dal critico d’arte secondo rigorosi modelli stilistici  cinquecenteschi.

E poi, tra gli altri,  l’appartamento del gallerista  Stefano Contini a Venezia, del quale vediamo un angolo incentrato sulla ricorrenza cromatica del blu, e quellodi Bernard Venet a New York, dove scopriamo una soluzione veramente originale per disporre sul muro alcuni piccoli quadri.
Idee preziose e raffinate a cui, perché no, tutti possono ispirarsi.

Momenti di relax

Eleganti poltrone che avvolgono dolcemente il corpo, pouf dove sprofondare pigramente nelle giornate di dolce far niente, tutti resistenti all’acqua.
In giardino, morbidi baldacchini alcova per rilassarsi, da soli o in compagnia. E resistenti e comode chaise loungue, per leggere o riposare nel massimo comfort.
Il design viene incontro con fantasia alla bella stagione, il momento ideale per gustare la quiete del riposo all’aria aperta.

Nancy Dell’Olio in campo per la pace

Newyorchese di nascita, cresciuta a Bisceglie, inglese d’adozione. Si può certo definire cosmopolita l’avvocato Nancy Dell’Olio, nota soprattutto alle cronache rosa inglesi per la sua storia (da poco conclusa) con l’ex allenatore dell’Inghilterra Sven-Göran Eriksson. Insieme a lui ha fondato Truce International, un’organizzazione di beneficenza che promuove la pace attraverso il calcio. Donna dal carattere forte e dal look appariscente, si presenta per la prima volta a Downing Street nel 2002, per presentare il suo progetto. Soltanto oggi coglie i primi frutti del suo impegno, ottenendo la collaborazione di niente meno che Tony Blair per un progetto in Medio Oriente.

Illuminazione.La tecnologia incontra il design.

Le fonti di illuminazione di nuova generazione, oltre ad essere un elemento decorativo, nascondono un elevato contenuto tecnologico. La qualità dei materiali e la ricerca sottesa ai progetti, inoltre, le rendono soluzioni rispettose dell’habitat e delle problematiche energetiche. La ricerca di Rotaliana va verso un "nuovo modo di illuminare le cose", che non si accontenta di dare una dimensione emozionale ai prodotti, ma crede alla necessità di fornire soluzioni utili e funzionali all’abitare, cioè di emozionare con la ragione. È un percorso che non insegue le mode, perché guarda con attenzione al futuro. Questo nuovo modo di sentire rivendica, oggi, l’eredità dell’Illuminismo nell’affrontare le questioni etiche e l’innovazione tecnico-scientifica; è l’eredità di un pensiero europeo che è nato contemporaneamente ai primi studi sul magnetismo e sui fenomeni elettrici, ed ha sviluppato i principi illuminanti della conoscenza, del progresso e del lavoro, guardando con fiducia al futuro luminoso. "Enlightenments" cioè Illuminismi, Illuminazioni, è il claim adottato da Rotaliana per indicare che in tutti i suoi prodotti c’è una dose, piccola o grande, di qualità "illuminanti" capaci di intuire e rivelare nuove soluzioni per la vita quotidiana. Multibook è una lampada multifunzionale da utilizzare in casa sul tavolo o accanto al letto, in ufficio, in viaggio … Nella sua forma a libro sono condensate più prestazioni: nelle pagine vi è la luce diffusa da 74 led; all’interno vi sono una multipresa a tre uscite e il vano contenitore per gli alimentatori e i cavi; sul dorso è posizionato un orologio e un calendario digitale; sulla copertina/sportello si illumina l’etichetta personalizzabile. Con la sua forma a libro e la sua performance luminosa, MultiBook di Rotaliana è un oggetto tecnico dall’aspetto familiare, un corredo personale da utilizzare in diverse situazioni: per illuminare la scrivania e renderla ordinata e libera dai cavi; nella camera da letto come orologio, per ricaricare il telefono cellulare e l’MP3; in viaggio per contenere alimentatori e caricabatteria dei propri strumenti elettronici. Un segno lineare, ampio ed essenziale, unito ad una forte flessibilità delle linee determina l’eleganza formale e la leggerezza sofisticata di Twiggy. Peculiarità che Foscarini reinterpreta offrendo l’efficacia del concept per nuove destinazioni d’uso, che conservano l’espressività decorativa della versione originaria da terra. Nella variante da tavolo è riproposta in scala la tipica ricercatezza flessuosa della prima nata, mentre il modello da soffitto è massima espressione di flessibilità: ruotando a 330 gradi rappresenta la soluzione ottimale per decentrare il punto luce. La versione a sospensione, proposta in due dimensioni, garantisce ampie possibilità di utilizzo. Twiggy è disponibile in quattro finiture cromatiche: nero, bianco, rosso e giallo. Abyss di Kundalini è una lampada da tavolo costituita da una struttura modulare di policarbonato opalino stampato a iniezione illuminata da un filo di LED ad alto voltaggio. Questa struttura vertebrata permette infinite combinazioni di forme articolate autoportanti che sembrano fluttuare liberamente nello spazio. La percezione subliminale di questo corpo luminoso evoca atmosfere di profondità marine in cui organismi luminosi fluttuano sinuosamente nell’oscurità. Abyss può essere appesa alla parete tramite un apposito gancio e anche in questa posizione disposta nella forma desiderata. Ne è disponibile anche una versione a sospensione in cui la struttura è sostenuta da un cilindro di plexiglas opale e integrata da uno spot fluorescente.
Nella versione a sospensione la funzione illuminotecnica è incrementata dall’integrazione di uno spot direzionale alogeno inserito in un tubo metallico cromato a sua volta rivestito da un tubo di vetro pyrex. La resa luminosa di questo progetto evoca atmosfere di profondità marine in cui luminose entità organiche si snodano sinuosamente nelle tenebre. Giukò è la famiglia di lampade dal design essenziale e divertente della collezione I Tre. La geometria del profilo e il gioco dei colori, rendono queste lampade un complemento d’arredo originale e ricercato in grado di arredare con personalità e fantasia anche gli ambienti dal gusto più essenziale. Nelle sue diverse combinazioni di materiali, colori e numero di cerchi Giukò rappresenta la perfetta sintesi tra l’attenzione al design e la ricerca di elevati standard illuminotecnici, specie nella sua nuova versione XXL in cui l’audacia della forma e dei toni è ulteriormente esaltata dalle grandi dimensioni. Il carattere di iTeka, apparecchio per esterni progettato da iGuzzini, è dato dal minimalismo assoluto e dal rigore delle linee. Un contenitore dalla forma semplice e pulita, caratterizzato da uno snodo di giunzione tra ottica e braccio decisamente singolare. Le versioni disponibili sono molteplici: ad applique con o senza braccio e con luce up/down, a terra e a palo in due diverse altezze, con possibilità di installazione del corpo illuminante singola o doppia. L’ampia gamma di sorgenti luminose adottabili e delle ottiche, di tipo asimmetrico trasversale e longitudinale, fanno di iTeka un apparecchio in grado di contenere la dispersione luminosa rispettando i limiti espressi nelle norme contro l’inquinamento luminoso. La flessibilità e l’adattabilità dell’apparecchio alle diverse situazioni di esterno aumentano grazie alla serie di accessori integrabili: i filtri colorati, la griglia di protezione contro gli atti vandalici, lo schermo frangiluce trasversale e longitudinale in grado di contenere l’abbagliamento. iTeka è design essenziale per infinite soluzioni di illuminazione, anche negli interni. Full Stop, disegnato da Simone Micheli per Fabbian, è un apparecchio d’illuminazione da terra, parete o soffitto, per interno. Si compone di corpi illuminanti supportati da anelli orientabili inseriti su strutture metalliche cromate lucide. Il modello da parete/soffitto è disponibile a due, quattro o sei luci. È dotato di elettrificazione a tensione di rete per lampade a ioduri metallici o per lampade incandescenti alogene.